Le tensioni in Iran: proteste e repressione causano vittime
Le recenti proteste in Iran, attivate dall’aumento esponenziale del prezzo del dollaro e dalla pressione economica delle sanzioni, hanno già portato alla morte di 20 persone, evidenziando una crescente insoddisfazione sociale. L’ex vicepresidente riformista Mohammad Ali Abtahi, arrestato nel 2009, ha commentato la situazione attuale da Teheran, dichiarando che il movimento di rivolta era prevedibile, specialmente tra i commercianti colpiti dalla crisi, riporta Attuale.
Secondo Abtahi, la situazione è degenerata quando le manifestazioni, partite come pacifiche, sono evolute in attacchi violenti a istituzioni pubbliche e incendi di veicoli. “Questi eventi violenti possono accadere ovunque nel mondo,” ha affermato, suggerendo che la repressione da parte del regime è stata risposta a provocazioni. Ha anche sottolineato che i morti potrebbero essere utilizzati da attori esterni per amplificare la situazione, in particolare facendo riferimento alle minacce di intervento di Donald Trump.
Nonostante la violenza, Abtahi sostiene che non vi sia stata un’intenzionalità da parte del regime di uccidere manifestanti, e ha fatto appello affinché la polizia agisca con cautela per proteggere la vita degli iraniani. “Il paese sta affrontando una grave mancanza di risorse a causa delle sanzioni, e nessuno può compiere miracoli,” ha aggiunto riguardo alla leadership riformista attuale di Masoud Pezeshkian, sottolineando la necessità di dialogo con i rappresentanti dei commercianti.
Riguardo alle minacce di Trump, Abtahi ha avvertito che le autorità iraniane non devono prendere le sue parole sul serio. “Non credo che si possa verificare in Iran un attacco simile a quello in Venezuela,” ha detto, qualificando le minacce come discorsi vuoti privi di sostanza. Ha inoltre notato che la popolazione iraniana non ha particolari ricordi positivi degli Stati Uniti, indicando che le parole esterne potrebbero placare le proteste ma generare un clima di paura per un nuovo conflitto.
Abtahi ha anche esposto le difficoltà quotidiane degli iraniani, esprimendo la speranza per un futuro migliore. “La vita libera e normale, specialmente per le nuove generazioni, è molto difficile qui. Tuttavia, sembra che stia emergendo un nuovo rinascimento, con la Gen Z che sta prendendo posizione,” ha detto. Ha osservato che questo cambiamento richiederà tempo e pazienza mentre i giovani iraniani iniziano a esprimere le loro vite non conformista in spazi pubblici come caffè e ristoranti.