Trump Rinnova l’Interesse per l’Annessione della Groenlandia Dopo l’Attacco in Venezuela
In seguito all’attacco al Venezuela e alla cattura del presidente Nicolás Maduro, Donald Trump e alcuni dei suoi più stretti collaboratori hanno ripreso a discutere con frequenza della possibilità di annettere la Groenlandia, anche con la forza, riporta Attuale. L’enorme isola, parte del Regno di Danimarca, è stata un obiettivo per Trump sin dal primo mandato, ma ultimamente le dichiarazioni aggressive sembrano suggerire un intervento più concreto. L’amministrazione statunitense ha parlato di possibili accordi e della necessità di “utilizzare l’esercito”.
Queste opzioni, presentate come una “necessità di sicurezza nazionale”, sono state giustificate da Trump, che afferma che gli Stati Uniti “abbiano bisogno” dell’isola per mantenere la solidità militare nell’area nordamericana, in nome di una supremazia sull’emisfero occidentale. Secondo lui, senza il controllo sulla Groenlandia, il Nord America rimarrebbe vulnerabile in una regione artica dove la Russia sta intensificando le sue attività. Inoltre, l’isola è ricca di “materie prime critiche”, metalli essenziali per il settore tecnologico.
La Danimarca, membro della NATO, ospita sulla Groenlandia la Pituffik Space Base, base militare e spaziale statunitense. Nonostante la vastità dell’isola, con 57mila abitanti, la sua popolazione è scarsa, con gran parte concentrata nella capitale Nuuk e altri in città isolate lungo la costa.
La questione della Groenlandia era stata centrale nei primi mesi della seconda amministrazione Trump, tornando al centro del dibattito politico internazionale grazie a un post sui social media di Katie Miller, moglie di Stephen Miller, vice capo di gabinetto di Trump. Dopo l’attacco in Venezuela, Miller ha condiviso una mappa della Groenlandia con la bandiera americana e la didascalia “Presto”.
Negli giorni successivi, Trump e membri della sua amministrazione hanno dichiarato di considerare “varie opzioni” per ottenere il controllo dell’isola. Trump ha affermato che la Groenlandia è “circondata da navi russe e cinesi”, mentre la sua portavoce Karoline Leavitt ha menzionato in conferenza stampa che non è esclusa un’invasione militare tra le varie possibilità.
In un’intervista a CNN, Stephen Miller ha confermato la posizione aggressiva degli Stati Uniti, affermando che la posizione ufficiale è che “la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti”. In questa intervista, Miller ha anche affermato che il mondo è governato dalla forza: “Queste sono le leggi ferree del mondo sin dall’inizio dei tempi”.
Martedì, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto alle domande dei membri del Congresso, dichiarando che un’opzione militare non sarebbe imminente, ma che l’amministrazione sta lavorando su un possibile acquisto dell’isola. Tuttavia, il governo danese ha ripetutamente affermato che la Groenlandia non è in vendita. Diversi deputati statunitensi hanno riferito che Rubio ha suggerito che le attuali minacce potrebbero essere un modo per favorire operazioni commerciali.
Negli ultimi mesi, il governo danese e quello groenlandese hanno cercato di affrontare le richieste degli Stati Uniti senza compromettere la propria sovranità, annunciando spese militari per 13,7 miliardi di dollari nel 2025 e ulteriori impegni per aumentare gli investimenti nei prossimi anni. Sono anche in corso trattative per incentivare le esplorazioni minerarie da parte di aziende statunitensi sull’isola.
A dicembre 2025, Trump ha nominato il governatore repubblicano della Louisiana, Jeff Landry, come inviato speciale per la Danimarca. Landry ha suggerito che la Groenlandia potrebbe diventare indipendente dalla Danimarca e firmare una serie di accordi economici con gli Stati Uniti.
Nel 2025, l’amministrazione statunitense ha trasferito il controllo delle operazioni e della base militare in Groenlandia dal Comando europeo delle forze armate statunitensi a quello nordamericano, una mossa interpretata come una rivendicazione politica dell’isola, considerata parte della difesa del continente e con implicazioni strategiche.