I serial killer di Los Angeles degli anni ’70: orrori e mutilazioni che colpirono la California

07.01.2026 13:25
I serial killer di Los Angeles degli anni '70: orrori e mutilazioni che colpirono la California

Il ritorno dei macellai di Los Angeles: la cronaca di un’epoca oscura

Patrick Kearney, William Bonin e Randy Kraft sono stati condannati per un totale di 51 omicidi, sebbene si stima che il numero reale delle vittime sia almeno il doppio, riporta Attuale.

Il contesto di questi crimini si colloca nella California degli anni Settanta, in particolare nel sud di Los Angeles, dove i cadaveri di giovani ragazzi continuano a comparire. Molti di essi vengono rinvenuti ai lati delle strade o in bidoni della spazzatura. Le modalità in cui i corpi sono stati torturati e mutilati hanno portato la polizia a scoprire i tre serial killer che hanno terrorizzato la regione.

Kearney è stato condannato nel 1977 per 21 omicidi di primo grado e atti di necrofilia, mentre Bonin è stato condannato nel 1982 per 14 omicidi di primo grado, rapina e mutilazione fisica aggravata. Randy Kraft, il più sadico tra i tre, è stato riconosciuto colpevole nel 1989 di 16 omicidi di primo grado, sodomia e mutilazione aggravata.

Nonostante le condanne, il numero effettivo delle vittime è ritenuto essere almeno un centinaio. Le loro storie sono approfondite nella docuserie “I macellai di Los Angeles”, disponibile su Sky Crime.

Los Angeles negli anni ’70: un contesto di omicidi seriali

Per comprendere appieno la portata di questi crimini, è necessario considerare che all’epoca non era disponibile il test del DNA, limitando la capacità della polizia di collegare i crimini a specifici autori. Fino alla metà degli anni ’70, ogni piccola città della contea di Los Angeles gestiva le proprie forze di polizia e non comunicava con le altre, rendendo difficile la coordinazione degli sforzi investigativi.

A questo si aggiunge una crescente visibilità della comunità gay, che, sebbene marginalizzata, iniziava a frequentare alcuni spazi della città spesso controllati da elementi mafiosi. Inoltre, la rete delle autostrade californiane consentiva ai criminali di abbandonare i corpi in zone isolate, mentre molti giovani, spesso provenienti da contesti vulnerabili, erano indotti a fare l’autostop, diventando così facili bersagli.

Il killer dei sacchi della spazzatura

Le vittime rinvenute nei sacchi della spazzatura portano segni distintivi: una ferita d’arma da fuoco alla testa e tagli sul corpo. Gli investigatori ipotizzano che il killer avesse avuto rapporti sessuali con le vittime, con le torture avvenute post-mortem. Inizialmente, i casi sembrano scollegati, con tutte le vittime ventenni o adolescenti che non si conoscevano e che provenivano da diverse aree della California del Sud, ma tutte appartenevano alla comunità gay.

La prima grande svolta nell’indagine avviene il 18 marzo 1977, quando il corpo di John LaMay viene ritrovato in un sacco all’interno di un barile a Temescal Canyon, senza la testa e le mani. Si sospetta che avesse incontrato Patrick Kearney la notte dell’omicidio.

Patrick Kearney: il killer

Kearney inizia a uccidere in giovane età, avendo ricevuto la sua prima pistola all’età di 13 anni. Vissuto a Redondo Beach con il compagno David Douglas Hill, Kearney gestisce una casa che attirava molti giovani della comunità gay. Durante gli omicidi, porta le vittime a casa, dove le torture inflitte sui corpi sono atroci.

Arrestato nel luglio del 1977, Kearney confessa di aver ucciso 40 persone. Per evitare la pena di morte, accetta di rivelare la posizione dei corpi in cambio di una condanna a ergastolo. Nel dicembre dello stesso anno, viene riconosciuto colpevole di 21 omicidi di primo grado e atti di necrofilia e, nel settembre del 2025, viene trasferito nella prigione statale di Mule Creek in California.

William Bonin: la bestia della strada

Un altro protagonista di questa oscura era è William Bonin, noto per l’orribile violenza dei crimini commessi. Anche la sua infanzia è segnata da traumi e abusi, e si arruola per il Vietnam dove compie atrocità. Dopo una serie di omicidi di ragazzi adolescenti, Bonin viene catturato nel 1980 e condannato nel 1982 per 14 omicidi, subendo una sentenza di morte nel 1996.

Randy Kraft: il torturatore

Randy Kraft, il terzo serial killer, inizialmente compie violenze su amici e conoscenti, esplorando il suo sadismo attraverso l’uso di droghe sulle vittime. Arrestato nel 1983, gli agenti trovano a casa sua foto delle vittime e resti umani. Kraft viene condannato a morte per 16 omicidi, ma continua a scontare la pena nel braccio della morte.

Queste cruente cronache di omicidi dimostrano un’epoca segnata da una pericolosa impunità e dagli insufficenti strumenti investigativi, lasciando una macchia indelebile nella storia di Los Angeles.

1 Comments

  1. Non ci posso credere a quello che leggo! Negli anni ’70, Los Angeles era un vero incubo. È incredibile pensare che queste atrocità siano accadute proprio mentre il mondo si stava evolvendo. La mancanza di tecnologia investigativa ha reso tutto ancora più spaventoso. E poi ci sono quelle vittime, ragazzi giovani che hanno subito una fine orrenda… Fa rabbrividire!!!

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