Terribile episodio di violenza a Udine: il sospettato di omicidio aveva già creato scompiglio in un supermercato
Udine, 7 gennaio 2026 – “Anche io avrei potuto fare la fine del capotreno ucciso a Bologna”. Lo sgomento corre tra i corridoi di un supermercato del centro di Udine, dove il volto di Marin Jelenic è conosciuto. Lo scorso 18 ottobre, il 36enne croato, fermato ieri a Desenzano per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, aveva messo a soqquadro il negozio. Il titolare, Alfredo Vasto, intervistato dal Messaggero Veneto e dal Piccolo, ricorda quell’episodio con angoscia. “Un mio collega lo ha sorpreso mentre stava imboscando delle birre e glielo ha fatto notare, invitandolo a pagarle, riporta Attuale.
Ma Jelenic si è rifiutato, nonostante il commesso avesse minacciato di chiamare i carabinieri. “A quel punto, è andato fuori di testa, incominciando a mangiare cioccolatini e gettandone a terra le carte, oltre a prendersela con gli espositori”, ha aggiunto Vasto.
Poi “si è seduto, spavaldo, come a dire che lui non aveva paura dei carabinieri. Ma subito dopo si è innervosito e ha lanciato lattine di birra per terra e su una bilancia, che ha poi preso a pugni. Non contento, ha preso a calci alcuni espositori di caramelle”. I carabinieri hanno messo fine alla scenata, ammanettando il 36enne che prima di uscire “ha sputato a un mio collega”. Pochi giorni dopo, l’uomo è stato visto di nuovo girare intorno al supermercato.
“Ho provato grande paura – racconta – quel ragazzo di Bologna che senza una ragione è stato accoltellato avrei potuto benissimo essere io, visto che nel negozio furti e atti di violenza sono purtroppo all’ordine del giorno”.
All’angoscia si somma l’amarezza di non aver denunciato. “Ho scelto di non farlo – spiega Vasto – anche perché gli stessi carabinieri mi hanno detto che non avrebbero potuto fare nulla”.