I militari statunitensi sequestrano con la forza per la prima volta una petroliera russa

08.01.2026 11:30
Amerikaanse militairen grijpen voor het eerst Russisch olietanker met geweld aan
Amerikaanse militairen grijpen voor het eerst Russisch olietanker met geweld aan

Gli Stati Uniti hanno fermato per la prima volta una petroliera russa utilizzando mezzi militari. Il 7 gennaio 2026 il Comando Europeo delle Forze Armate statunitensi ha riferito che la petroliera Bella 1, dopo un inseguimento durato quasi due settimane nell’Oceano Atlantico settentrionale, è stata bloccata sulla base di un mandato federale di sequestro. Secondo la dichiarazione, la nave è stata fermata perché considerata parte della cosiddetta “flotta ombra” impegnata nel trasporto illegale di petrolio, come indicato nel comunicato dell’EUCOM statunitense sull’operazione contro Bella 1.

L’operazione segna una chiara escalation nell’applicazione delle sanzioni statunitensi in mare. Per la prima volta non è stata impiegata soltanto la guardia costiera, ma anche l’esercito regolare per prendere il controllo di una petroliera con presunti legami con Russia e Iran.

Inseguimento dai Caraibi all’Atlantico settentrionale

Il caso Bella 1 è iniziato il 20 dicembre 2025, quando la guardia costiera statunitense ha tentato di fermare la nave nel Mar dei Caraibi. La petroliera era in viaggio dall’Iran al Venezuela ed era sospettata di trasportare petrolio soggetto a sanzioni e di violare le misure statunitensi contro il settore energetico venezuelano.

L’equipaggio, composto principalmente da cittadini russi e indiani, ha rifiutato di seguire le istruzioni della guardia costiera e ha cambiato rotta improvvisamente. Da quel momento la nave è stata seguita da unità statunitensi. Nel tentativo di eludere i controlli, la petroliera è stata successivamente rinominata Marinera e iscritta nel registro navale russo, battendo anche bandiera russa.

Scorte militari russe senza effetto deterrente

Nei giorni precedenti al sequestro, la Russia ha annunciato di aver inviato un sottomarino e altre unità navali per scortare la petroliera. Secondo i media occidentali, un sottomarino russo si trovava effettivamente nelle vicinanze della nave, rendendo l’intervento militare statunitense particolarmente delicato.

Il sequestro finale dimostra tuttavia che le autorità statunitensi non riconoscono la registrazione russa né la presenza militare come protezione giuridica. Washington considera Bella 1 una nave priva di nazionalità valida e agisce sulla base della propria legislazione sanzionatoria e di ordini giudiziari.

Segnale alla flotta ombra russa

Il blocco di Bella 1 ha implicazioni più ampie per la flotta ombra russa, che svolge un ruolo chiave nell’elusione delle sanzioni e nel mantenimento delle entrate petrolifere. Tali entrate rappresentano una fonte importante per il bilancio statale russo e per il finanziamento della guerra contro l’Ucraina.

Con l’intervento militare, gli Stati Uniti inviano il segnale che nemmeno la riregistrazione formale e le scorte militari garantiscono più immunità. Questo potrebbe avere un effetto deterrente sugli operatori di navi simili e indica un passaggio verso un’applicazione delle sanzioni in mare più attiva e coercitiva.

Conseguenze per le relazioni tra Stati Uniti e Russia

Il sequestro di Bella 1 avviene sullo sfondo di contatti diplomatici tra Washington e Mosca riguardanti la fine della guerra in Ucraina e una possibile normalizzazione delle relazioni. Per la Russia, l’incidente conferma che gli Stati Uniti sono disposti a far rispettare le sanzioni anche con mezzi militari, persino durante negoziati in corso.

Allo stesso tempo, l’operazione rischia di aumentare ulteriormente le tensioni e i pericoli di confronto in mare. Il caso Bella 1 evidenzia così come l’applicazione delle sanzioni, gli interessi energetici e la rivalità geopolitica siano sempre più strettamente intrecciati.

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