La Smithsonian rimuove i riferimenti agli impeachment di Trump nella National Portrait Gallery

11.01.2026 11:25
La Smithsonian rimuove i riferimenti agli impeachment di Trump nella National Portrait Gallery

Rimozione della didascalia sugli impeachment di Trump alla National Portrait Gallery

Un ritratti di Donald Trump in bianco e nero con un’espressione minacciosa ha sostituito l’immagine precedente nella National Portrait Gallery dello Smithsonian. Questa modifica, annunciata a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum del 13 gennaio imposto dalla Casa Bianca per rimuovere contenuti «divisivi» e «allinearsi ai valori americani», ha suscitato preoccupazioni circa l’influenza politica sulle istituzioni culturali, riporta Attuale.

Oltre al cambiamento dell’immagine, è stata eliminata la didascalia precedentemente associata al ritratto, che menzionava i due impeachment di Trump e l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. La Casa Bianca ha condiviso sui social una foto della mostra aggiornata «America’s Presidents» e Trump ha replicato pubblicamente il nuovo ritratto sui suoi canali.

In precedenza, il testo che accompagnava il ritratto di Trump affermava: «Messo sotto impeachment due volte, con l’accusa di abuso di potere e incitamento all’insurrezione, è stato assolto dal Senato in entrambi i processi». Tale dichiarazione è stata ora sostituita da una breve didascalia, che menziona unicamente i mandati di Trump.

Al contrario, altri ritratti nella galleria, come quello dell’ex presidente Bill Clinton, rimangono accompagnati da spiegazioni dettagliate riguardo agli eventi significativi del loro mandato, come gli impeachment. La portavoce della National Portrait Gallery, Concetta Duncan, ha dichiarato che il museo sta valutando di utilizzare didascalie meno descrittive in futuro.

Questo cambiamento si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Trump e il Smithsonian. L’ex presidente ha critico apertamente la galleria, definendola «l’ultimo baluardo della cultura Woke», e ha richiesto una revisione dei contenuti ad essa associati, nell’ambito di un ordine esecutivo firmato a marzo, volto a garantire che la programmazione non sia «divisiva» e rifletta i «valori tradizionali» americani.

In un clima di crescente pressione, Trump aveva precedentemente chiesto il licenziamento della direttrice della National Portrait Gallery, Kim Sajet, per ciò che definiva indizi di faziosità. Questa dinamica evidenzia la preoccupazione per l’interferenza politica nelle istituzioni culturali, sollevando interrogativi sulla loro indipendenza e integrità nel fornire una narrazione storica imparziale.

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