Legge elettorale: criticità nell’assenza di una proposta chiara dalla maggioranza

12.01.2026 04:25
Legge elettorale: criticità nell'assenza di una proposta chiara dalla maggioranza

Legge elettorale: posizione dell’Onorevole Parrini

“Ci aspettiamo che non si ripeta l’arroganza vista su altre riforme, come quella sull’ordinamento giudiziario, dove il Parlamento è stato di fatto scavalcato. Se questo metodo si applicasse alla legge elettorale sarebbe intollerabile, perché parliamo della più fondamentale delle regole del gioco democratico, quella che trasforma i voti in seggi”, afferma l’Onorevole Parrini, sottolineando l’importanza della questione. Tuttavia, al momento non esiste un testo definitivo, riporta Attuale.

“Esatto. L’orizzonte è ancora molto nuvoloso. Le divisioni dentro la maggioranza tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non sono superate e infatti non si è riusciti a presentare una proposta organica”, prosegue Parrini, analizzando la situazione attuale.

Riguardo a quando sarà presentato un testo e come verrà valutato, dichiara: “Non commentiamo indiscrezioni. Serve un testo. Ci auguriamo sia serio anche dal punto di vista tecnico. Il premio di maggioranza abnorme di cui si parla presenta criticità evidenti e tutto dipenderà da come verrà costruito, anche nel rapporto con altre riforme”.

Parrini non nasconde però le sue preoccupazioni: “Sì. Il primo è che il dibattito è partito dopo le regionali, quando nel centrodestra si è diffusa la paura di perdere i collegi uninominali al Sud. Le regole non si cambiano per convenienza. Il secondo è che non si può usare una legge ordinaria per anticipare una riforma costituzionale che abbiamo sempre contestato. Con l’astensionismo attuale, poi, premi spropositati rischiano di aggravare un serio problema di rappresentanza democratica”.

Infine, evidenzia: “I sondaggi sulle prossime politiche indicano un’affluenza sotto il 60 per cento. Se qualcuno vincesse con il 40 per cento dei voti rappresenterebbe meno di un quarto del corpo elettorale: attribuirgli tre quinti del Parlamento sarebbe una distorsione intollerabile del principio di rappresentatività”.

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