Reza Pahlavi esorta la comunità internazionale a supportare la popolazione iraniana in difficoltà
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran, ha lanciato un appello affinché la comunità internazionale intervenga per proteggere i civili iraniani, avvertendo che qualsiasi tentativo di negoziazione con il regime attuale non porterà a una pace duratura. Pahlavi non ha rivelato la propria posizione attuale per motivi di sicurezza, limitandosi a dire di trovarsi negli Stati Uniti, e ha confermato che non incontrerà Donald Trump a Mar-a-Lago in giornata. Tra i manifestanti in Iran risuona lo slogan “Pahlavi tornerà” e “Lunga vita al re”, riportano Attuale.
Il principe ha condiviso il suo progetto per una possibile transizione in Iran, dichiarando che già esiste un piano d’azione dettagliato per i primi mesi successivi a un eventuale crollo del regime di Khamenei. Nonostante sia assente da Teheran da 47 anni, Pahlavi ha affermato che non ci sarà un vuoto di potere: “Ci siamo preparati anni per questo momento. L’ Iran Prosperity Project include piani per garantire continuità nei servizi e nella sicurezza nei primi sei mesi, seguito da una stabilizzazione dei servizi essenziali”, ha detto.
Pahlavi ha spiegato che il suo progetto mira a reinserire l’Iran nella comunità internazionale, collaborando con esperti e imprenditori globali per affrontare la crisi economica e promuovere investimenti. “Un Iran libero può prosperare”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di creare posti di lavoro per le nuove generazioni.
In merito alla crescente ondata di proteste, Pahlavi ha affermato che miloni di persone hanno risposto al suo invito e si sono unite alle manifestazioni. Ha fatto riferimento al deterioramento della capacità del regime di reprimere le manifestazioni mentre sempre più membri delle forze di sicurezza scelgono di schierarsi con il popolo. Ha esortato la comunità internazionale a evitare che il regime soffochi internet e a chiarire che ci saranno conseguenze per l’uso della violenza da parte del governo.
Coerente con il suo messaggio di supporto al popolo iraniano, Pahlavi ha dedicato un appello a Trump, affermando che le parole di sostegno del presidente statunitense hanno dato coraggio a chi lotta per la libertà, e ha ribadito che la società iraniana desidera un paese libero in pace anche con gli Stati Uniti e Israele. “Negoziare con la dittatura non porterà la pace”, ha messo in guardia.
Durante l’intervista, Pahlavi ha affrontato il tema di un potenziale ritorno della monarchia, sostenendo di essere imparziale e di voler consentire agli iraniani di scegliere liberamente il proprio futuro. Ha osservato che questa rivolta differisce dalle precedenti, poiché per la prima volta vi è una richiesta chiara e collettiva di porre fine a quello che lui definisce un “regime criminale”.
Concludendo, Reza Pahlavi ha espresso la sua paura principale: “Che la sofferenza del mio popolo continui. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Chiediamo al mondo di stare con il mio popolo”.