Trump critica Powell, sostenendo che sarebbe stato meglio avere Draghi alla Fed

13.01.2026 08:45
Trump critica Powell, sostenendo che sarebbe stato meglio avere Draghi alla Fed

La tensione ai vertici della Federal Reserve

La tensione tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, continua a crescere mentre Trump intensifica le critiche al banchiere centrale per la gestione dei tassi d’interesse. Accusato di incompetenza e disobbedienza, Powell è stato descritto da Trump con insulti che riflettono un deterioramento del rapporto tra la Casa Bianca e l’istituzione, riporta Attuale.

Con una carriera che include studi di giurisprudenza a Princeton e Georgetown, Powell è visto come più legato alla legge che alla finanza. Ha perseguito una carriera nel private equity e ha servito al Ministero del Tesoro durante la presidenza di George H.W. Bush, prima di essere nominato da Barack Obama nel 2012 nel board dei governatori della Fed. Nonostante le aspettative, la sua nomina non ha avvenuto l’affetto di Trump, il quale l’ha successivamente definito un «sconosciuto ingrato» per il suo rifiuto a seguire le indicazioni presidenziali.

Powell ha resistito a pressioni crescenti, affermando che la Federal Reserve deve operare indipendentemente dai desideri politici, e ha reagito a un controllo sui costi delle ristrutturazioni della sede centrale. Le critiche per il sito della Fed, che hanno raggiunto costi di oltre 2,5 miliardi di dollari, hanno mobilitato il ministro del Tesoro, Scott Bessent, e il direttore del Bilancio federale, Russell Vought, che sollecitano trasparenza su tali spese.

Con l’approccio delle elezioni di mid-term, Trump sembra ansioso di ottenere un abbassamento dei tassi d’interesse per stimolare l’economia, anche a costo di incrementare l’inflazione. Powell, che vedrà scadere il suo mandato a maggio, potrebbe essere sotto pressione per dimettersi, ma ha già affermato che non si lascia intimidire e continuerà a lavorare nell’interesse pubblico.

Alla luce di queste criticità, Trump ha persino suggerito di aver sbagliato a non nominare un banchiere straniero, citando Mario Draghi come una possibile scelta migliore. La lotta per il controllo e l’influenza sulla Federal Reserve rimane una questione di primaria importanza nell’attuale scena politica statunitense.

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