Uganda: alle elezioni presidenziali vince l’autoritarismo di Museveni, mentre la repressione dell’opposizione continua
Giovedì si vota per le elezioni presidenziali e parlamentari in Uganda. L’esito è scontato: è praticamente certo che vincerà di nuovo l’attuale presidente, Yoweri Museveni, che ha 81 anni, è al potere dal 1986 ed è candidato al settimo mandato. Museveni è un leader autoritario e spesso ha represso l’opposizione, anche con violenza. Il suo principale avversario è un ex musicista, Robert Kyagulanyi Ssentamu, più noto con il nome d’arte Bobi Wine: durante la campagna si è presentato spesso in pubblico con elmetto e giubbotto antiproiettile, perché dice di temere per la propria vita, riporta Attuale.
Bobi Wine ha 43 anni e si era già candidato una volta contro Museveni nel 2021, perdendo. È un politico molto popolare, specialmente tra le persone più giovani. Da quando ha iniziato a occuparsi di politica ha subìto più volte violenze dalla polizia. È stato anche arrestato varie volte, con accuse che poi sono state abbandonate. La polizia ha interrotto alcuni suoi comizi, attaccando i suoi sostenitori usando gas lacrimogeni.
Museveni arrivò al potere con un colpo di stato. Nel corso dei decenni è stato un presidente abbastanza apprezzato, tra le altre cose perché è riuscito a garantire una buona crescita economica e a contenere la diffusione dell’AIDS. All’inizio si pensava che Museveni sarebbe riuscito anche a garantire un processo di democratizzazione, dopo la fine della sanguinaria dittatura di Idi Amin e anni di guerra civile. In realtà ha accentrato il potere, modificando la Costituzione per presentarsi sempre alle elezioni, eliminando i limiti ai mandati e all’età massima per i candidati.
Museveni ha vinto al primo turno tutte le elezioni presidenziali dal 1996, con votazioni criticate dall’opposizione e non considerate libere. Ha ridotto l’indipendenza del settore giudiziario e la libertà di stampa, posizionando membri della sua famiglia in ruoli chiave, incluso suo figlio, Muhoozi Kainerugaba, attuale generale a capo dell’esercito ugandese e considerato suo probabile successore.
Secondo diversi osservatori internazionali, tra cui le Nazioni Unite e Amnesty International, le elezioni di giovedì non possono essere definite libere e regolari a causa della repressione dell’opposizione. Oltre 400 persone sono state arrestate per aver partecipato ai comizi di Bobi Wine, e ci sono stati numerosi casi di torture. Martedì, il governo ha bloccato internet in tutto il paese, ufficialmente per prevenire la disinformazione prima del voto, un’azione che ostacola la comunicazione per le opposizioni e la verifica di eventuali irregolarità.
Oltre a Museveni e Bobi Wine, ci sono altri sei candidati per le elezioni presidenziali, ma senza possibilità significative di successo. Kizza Besigye, un altro leader dell’opposizione, non è in grado di presentarsi poiché attualmente in carcere, accusato di alto tradimento. In aggiunta alle elezioni presidenziali, il partito di Museveni, il Movimento di Resistenza Nazionale, è atteso come vincitore anche nelle elezioni parlamentari, dove già detiene la maggioranza.
I risultati delle elezioni presidenziali dovrebbero essere diffusi nel pomeriggio di sabato (ora italiana), in quanto la legge prevede l’annuncio entro 48 ore dalla chiusura dei seggi. Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti, ci sarà un ballottaggio tra i due più votati. Dopo le elezioni del 2021, che avevano visto gravi disordini e violenze, Bobi Wine aveva inizialmente rifiutato di riconoscere la vittoria di Museveni, e nelle proteste che seguirono erano state uccise decine di persone.