Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha avvertito che interrompere il sostegno all’Ucraina equivarrebbe a rinunciare alla pace prima di averla realizzata, riporta Attuale. Oggi, 15 gennaio, la questione degli aiuti umanitari e militari all’Ucraina è stata discussa nella Camera dei deputati, dopo settimane di tensioni nella maggioranza riguardo alla proroga del decreto legge. Il ministro ha sottolineato l’importanza di non abbandonare il paese nella sua attuale situazione di conflitto.
Alla fine, la maggioranza ha presentato un testo unificato, combinando aiuti sia militari che civili, che includono «aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario». Questa posizione è stata sostenuta dalla Lega, che ha minacciato di ritirare il proprio consenso in caso contrario. L’opposizione, composta dal Pd e dal Movimento 5 Stelle, ha già presentato le proprie risoluzioni. I partiti possono continuare a presentare testi fino a un’ora dopo l’intervento del ministro.
«Dalla Russia non c’è alcun segnale di rimensionamento delle proprie pretese»
Crosetto ha evidenziato che il presidente russo Vladimir Putin continua a dichiararsi intenzionato a conquistare i territori ucraini, affermando che non ci sono segnali concreti che indichino un desiderio di ridimensionare le sue pretese territoriali. Il conflitto, ha detto, non si configura come una vittoria imminente né come una sconfitta totale, ma piuttosto come un conflitto di logoramento destinato a durare nel tempo, con un costo umano enorme.
L’industria bellica russa in continua crescita
Il ministro ha anche focalizzato l’attenzione sull’industria bellica russa, che sta trasformando il paese in una realtà di guerra incessante. Secondo Crosetto, «nei primi tre mesi dell’anno appena concluso sono state prodotte più armi di quante ne abbia realizzate l’intera Nato in tutto l’anno». Il volume di fuoco è rimasto straordinario, con stime di 20.000 colpi di artiglieria al giorno e oltre 55.000 droni a lungo raggio lanciati negli ultimi 12 mesi.
«L’unica che si è resa aperta al dialogo è Kyev»
Riguardo ai negoziati, Crosetto ha affermato che «una soluzione alla coreana o alla cipriota» è sul tavolo da mesi; tuttavia, non ha ricevuto risposte da Mosca. Gli ucraini sono stati i primi a proporre una piattaforma negoziale, ora concentrata sulla sovranità territoriale e sulle garanzie di sicurezza.
«Persino Hamas ha accettato una tregua»
Il ministro ha paragonato la situazione russa con quella di Hamas, affermando che anche un’organizzazione terroristica come Hamas ha accettato una tregua, mentre la Russia finora non ha mostrato segni di apertura.
«Salvare l’Ucraina è una responsabilità della comunità internazionale»
Secondo Crosetto, aiutare l’Ucraina non significa solo fornire un’adeguata capacità di difesa, ma è una responsabilità della comunità internazionale. La necessità di sostenere l’Ucraina è sotto pressione a causa della crescente stanchezza politica e sociale in Europa e in Italia.
«Vorrei che fosse l’ultimo decreto»
Rivolgendosi direttamente ai colleghi della Lega, Crosetto ha espresso la speranza che questo decreto possa rivelarsi “totalmente inutile” sul piano militare, segno che la guerra è giunta alla fine.
«Ucraina ha vinto perché ancora in piedi»
Il ministro ha affermato che per l’Ucraina, «la vittoria è essere in piedi», evidenziando come le Forze armate ucraine siano tra le più forti d’Europa e che difendano la loro libertà non sotto obbligo, ma per scelta.
I bombardamenti di questa notte
Infine, Crosetto ha descritto la continua offensiva russa, con migliaia di missili e bombe che colpiscono Kiev, affermando che se avesse avuto i mezzi per prevenire tali attacchi, li avrebbe forniti. Ha rinnovato l’impegno dell’Italia ad impedire che chi cerca di distruggere l’Ucraina possa avere successo, esprimendo orgoglio per l’assistenza finora fornita. Qualcuno di voi si vergognerà: io, invece, mi sento orgoglioso.
Mah, la situazione è davvero tragica… Non possiamo permettere di abbandonare l’Ucraina ora che è in ballo il nostro futuro. Gli aiuti sono essenziali, ma quanto durerà ancora questa guerra? Spero vivamente che ci sia una soluzione prima che sia troppo tardi.