La scoperta dei 7mila file pornografici di Stasi sul computer di Chiara Poggi e il movente del delitto

16.01.2026 18:05
La scoperta dei 7mila file pornografici di Stasi sul computer di Chiara Poggi e il movente del delitto

Nuovi sviluppi nel caso di Chiara Poggi: indagini sul computer di Alberto Stasi rivelano file pornografici

Garlasco (Pavia) – La sera di domenica 12 agosto 2007, Alberto Stasi ha lasciato l’abitazione della fidanzata Chiara Poggi per prendersi cura del cane. Durante la sua assenza, Chiara ha aperto il computer di Stasi lasciato acceso, scoprendo la cartella denominata “militare/foto”, contenente circa 7mila file di carattere pornografico, riporta Attuale.

Questo trovato ha riacceso l’attenzione sul caso di omicidio che ha scosso l’Italia. Stasi, condannato a sedici anni di carcere per l’omicidio della fidanzata, ha sempre sostenuto la sua innocenza. Le analisi informatiche recenti indicano che Chiara ha aperto la cartella alle 22:00, circa cinque minuti dopo che Stasi era tornato a casa. Gli esperti che lavorano per la famiglia Poggi affermano di aver recuperato dati cruciali nonostante le indagini precedenti abbiano compromesso le prove.

Il consulente informatico Paolo Reale, insieme ai colleghi Fabio Falleti e Nanni Bassetti, ha utilizzato tecnologie moderne per accedere ai dati di Stasi. “Abbiamo aperto le cartelle e ritrovato i dati, il che dimostra un potenziale accesso da parte di Chiara”, ha dichiarato Reale. I nuovi sviluppi suggeriscono che la visione di queste immagini potrebbe aver innescato una lite tra i due, ma la Cassazione non ha confermato questa teoria come motivo del delitto.

Le dichiarazioni degli avvocati della famiglia Poggi evidenziano che Chiara ha aperto la cartella già il giorno prima di essere uccisa, criticando le indagini e suggerendo che un nuovo approfondimento potrebbe rivelare ulteriori prove. “La nuova indagine su Andrea Sempio è vista come un tentativo di riabilitare l’assassino”, affermano i legali, aggiungendo che continueranno a cercare giustizia nel caso.

Il dibattito sul “periodo grigio” nella serata fatale, identificato come 5 minuti e 17 secondi, si intensifica, con esperti che valutano l’accesso di Chiara ai file controversi. Le teorie su cosa è realmente accaduto quella sera rimangono al centro delle discussioni.

Con la Cassazione che ha recentemente respinto un ricorso della Procura, il caso di Chiara Poggi continua ad attirare l’attenzione. Le nuove perizie e le dichiarazioni rivelano un quadro complesso che getta nuove ombre sulle indagini originali e sul ruolo di Alberto Stasi, mentre la famiglia di Chiara cerca di capire la verità dietro a questa terribile tragedia.

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