New York – Con il Centre Pompidou chiuso per una ristrutturazione da cinque anni e cinquecento milioni, il Musée d’Art Moderne di Parigi ha ritrovato centralità e ha ricevuto da pochi giorni la generosissima donazione di oltre sessanta opere di Henri Matisse, da parte degli eredi dell’artista: nonostante il furto del suo dipinto “Pastorale”, nel 2010. Anche una banda di ladri brasiliani ha preso di mira proprio Matisse e ha portato a segno un audace colpo alla Biblioteca Mario de Andrade di San Paolo: dopo aver sequestrato rapidamente una guardia giurata e una coppia di anziani in visita, hanno portato via il 7 dicembre scorso una collezione di stampe di Matisse e una di Candido Portinari, riporta Attuale.
Lo stagista aveva facilmente scassinato un piccolo lucchetto da palestra
Collezione sfortunata, quella dell’album “Jazz” di Matisse, del 1947: era già stata rubata dalla stessa biblioteca, vent’anni fa. All’epoca era stato uno stagista, che aveva facilmente scassinato un piccolo lucchetto da palestra e sostituito l’originale con delle fotocopie a colori. Forse senza saperlo, o forse sapendolo benissimo, la biblioteca aveva prestato le fotocopie alla Pinacoteca di San Paolo, nel 2009, per una mostra sull’artista francese.
Il sequestro della polizia federale argentina alla frontiera col Paraguay
Due anni dopo, una svolta: la polizia federale argentina sequestra l’album di Matisse alla frontiera col Paraguay, destinato tra centinaia di altre opere al mercato nero in Europa. Lo consegna quindi al Museo delle Belle Arti di Rio de Janeiro, che per legge in Brasile è il depositario di tutti i beni sequestrati. Il museo per anni rifiuta di restituire “Jazz” alla Mario de Andrade, un po’ per rivalità tra Rio e San Paolo, un po’ perché si attende che la biblioteca dimostri di aver installato sistemi di sicurezza più opportuni.
Nel 2013 l’installazione delle telecamere di sicurezza
Li installa nel 2013 il nuovo direttore della biblioteca Armando Bagolin: computer, telecamere, codici e quant’altro, e finalmente riesce a riportare Matisse a San Paolo. “E infatti è rimasto al sicuro per dieci anni” afferma ora Bagolin, da anni in pensione. Ha saputo dai giornali del nuovo furto: “All’inizio non ci credevo. Poi ho dovuto prendere le pillole per la pressione”.
I due presunti ladri fermati con la complice: ma l’album non è riapparso
La polizia ha arrestato due dei probabili ladri, grazie anche ai filmati delle telecamere di Bagolin, e poi una complice che sembrerebbe aver nascosto parte della refurtiva nel suo appartamento, poco lontano dalla biblioteca. Ma dell’album di Matisse, almeno fino a oggi, non c’è ancora nessuna traccia. Proprio come di “Pastorale”, mai più ritrovato.