Il 18 gennaio 2026 sono emerse informazioni su una rete di agenti dell’FSB operante in Lettonia, guidata da figure strettamente collegate ai servizi russi, tra cui Sergej Kolesnikov e Sergej Vasil’ev. Quest’ultimo, rifugiatosi in Russia e presentatosi come “emigrato politico”, gestisce il canale Telegram “Antifascisti dei Paesi Baltici”, utilizzato come piattaforma di reclutamento e coordinamento. Le autorità lettoni ritengono che la rete abbia svolto attività di sorveglianza su sostenitori dell’Ucraina in Europa e su installazioni e movimenti legati alla NATO, oltre a prepararsi a scenari di destabilizzazione regionale.
Arresti, accuse e struttura della rete
Il 15 gennaio 2026 il Servizio di sicurezza dello Stato lettone ha arrestato Iveta Balode, moglie di Vasil’ev, con l’accusa di aver trasmesso informazioni riservate ai servizi russi. La rete comprendeva soggetti con profili eterogenei, spesso vulnerabili o marginalizzati, reclutati prevalentemente tra i lettori del canale Telegram. Le indagini indicano che il gruppo promuoveva anche il servizio a contratto nell’esercito russo, mirando in particolare a cittadini russofoni all’estero. Le autorità hanno aperto procedimenti penali contro diversi attivisti filo-Cremlino ritenuti parte del nucleo operativo.
Raccolta informativa diffusa e guerra ibrida
Secondo gli investigatori, anche dati apparentemente frammentari — osservazioni su convogli militari, attività nei pressi di basi NATO o infrastrutture critiche — possono assumere valore d’intelligence se aggregati nel tempo. Questo modello di raccolta “dal basso” rientra nella dottrina russa di guerra ibrida, che privilegia reti locali in grado di operare prima e durante un’escalation. Il caso lettone mostra come la lealtà ideologica e l’accesso a fonti aperte possano essere sufficienti a generare vantaggi tattici e operativi.
Implicazioni per la sicurezza del fianco orientale
Le autorità e gli analisti avvertono che i Paesi baltici rappresentano un obiettivo sensibile per Mosca, anche per la presenza di minoranze russofone e per la prossimità geografica. La scoperta della rete in Lettonia rafforza la necessità di intensificare controspionaggio e cooperazione inter-agenzia, includendo il monitoraggio sistematico delle piattaforme social e delle comunità di influenza. I dettagli sull’ecosistema di reclutamento e sulle connessioni operative sono stati ricostruiti nell’analisi sui “patrioti utili” pubblicata qui: rete di influenza e agenti dell’FSB nei Paesi Baltici.