Un massacro. La notizia arriva come un pugno nello stomaco. Nonostante il procuratore Francesco Liguori avesse preparato familiari e amici, è peggiore di quanto essi possano sopportare. L’autopsia – svolta nell’istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma – conferma: Federica Torzullo è stata uccisa con 23 coltellate inferte con una ferocia inaudita, quasi tutte sul collo e sul viso per ‘cancellarla’. Diciannove di esse, infatti, sono state repertate sul volto. Non basta. Il marito, Claudio Carlomagno, imprenditore di 45 anni, ha infierito sulla moglie, funzionaria delle Poste di 41 anni, anche post mortem. Ha tentato di bruciarla con un liquido infiammabile, ustionandole le braccia, il viso e parte del torace. Non contento avrebbe, infine, colpito la donna con una pala e schiacciato maldestramente il suo cadavere con la benna di un escavatore della sua ditta. Un’azione che ha portato all’amputazione della gamba sinistra, riporta Attuale.
L’arma del delitto: un pugnale da sub non ancora trovato, azione crudele e spietata
L’autopsia non racconta solo la geografia delle ferite e il calvario della morte, ma riferisce anche del disperato tentativo della quarantunenne di difendersi (ci sono ferite sulle mani) fino a quando i colpi mortali si sono abbattuti su di lei, causando la lesione dei vasi arteriosi del collo. Per uccidere Federica, madre del suo unico figlio di dieci anni, in modo tanto crudele e spietato, Carlomagno ha utilizzato una lama bitagliente, probabilmente un pugnale da sub non ancora trovato. Una violenza estrema, tanto da indurre il procuratore di Civitavecchia a presentare, nel corso dell’udienza di convalida davanti al gip, un’accusa di femminicidio che si aggiunge all’occultamento di cadavere.
Cosa prevede il nuovo reato di femminicidio
Alla luce delle nuove istanze investigative e dei risultati dell’autopsia, Liguori intende accusare Carlomagno del nuovo reato contenuto nell’articolo 577 bis del codice penale che prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna, commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”.
Carlomagno non accettava la separazione e il nuovo legame della moglie
Chiaro il movente – il rifiuto di Carlomagno di accettare la separazione e il nuovo legame della moglie con un uomo di Ascoli -, si indaga sulla premeditazione. La procura è cauta. “Bisognerà stabilire se e quando la terra per seppellire Federica sia stata smossa per capire se l’indagato avesse preparato il terreno. Nomineremo un agronomo”.
L’ipotesi di complici per seppellire il cadavere nel canneto della ditta. Può aver fatto tutto da solo in meno di un’ora?
Non è l’unico punto su cui far luce perché è restato finora sullo sfondo l’indagine su possibili complici che abbiano aiutato Claudio a scavare la fossa nel canneto all’interno della sua ditta. Può aver fatto tutto da solo, può aver seppellito Federica in poco più di un’ora, dalle 7.40 alle 8.45, senza l’aiuto di nessuno? Sarà sicuramente chiesto a Carlomagno quando comparirà mercoledì 21 gennaio davanti al gip. Finora è restato in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Di certo dovrà spiegare al giudice se è vero che stava per fuggire dopo aver massacrato la moglie e se è vera la dichiarazione della sua domestica a cui avrebbe detto di non presentarsi al lavoro venerdì 9 gennaio, poche ore dopo l’omicidio.
Le dimissioni in Comune di Maria Messenio, madre di Carlomagno
Intanto, si è dimessa da assessora alla Sicurezza di Anguillara Sabazia Maria Messenio, madre di Carlomagno. Le dimissioni, non ancora comunicate ufficialmente al consiglio comunale da parte del sindaco, sono state ufficialmente depositate da Messenio martedì mattina.