Nuovo software per magistrati: intelligenza artificiale su pc, accesso remoto e preoccupazioni di sicurezza

21.01.2026 21:45
Nuovo software per magistrati: intelligenza artificiale su pc, accesso remoto e preoccupazioni di sicurezza

Rischi di sicurezza: attivato software su PC dei magistrati in Italia

Il 1 gennaio, è stato attivato un software di gestione remota sui computer dei magistrati e del personale amministrativo in Italia, riporta Attuale. Questo sistema, originariamente installato durante il primo governo Conte nel 2019, permetterebbe agli amministratori di accedere ai contenuti dei documenti memorizzati sui computer, inclusi quelli dei magistrati. Nonostante i rischi evidenziati, la presidenza del Consiglio ha preferito non intervenire.

Negli ultimi giorni si discute anche di un altro software, un copilot di Microsoft, un’intelligenza artificiale che riassume i documenti e fa ricerche nell’archivio del magistrato. Questo è stato scoperto dai magistrati al rientro dalla pausa natalizia e ha suscitato preoccupazioni.

Dopo l’attivazione di questo software, il ministero della Giustizia ha inviato una lettera ai magistrati dichiarando che l’uso del copilot è parte di una “sperimentazione dell’Ai”. Tuttavia, molti magistrati si sono mostrati scettici visto che il software è stato attivato automaticamente e può essere disattivato solo su richiesta esplicita.

La sperimentazione con l’intelligenza artificiale

La missiva del ministero sottolinea che l’installazione del copilot non influisce sulle decisioni dei magistrati, mantenendo l’autonomia del singolo. Inoltre, gli eventuali corsi di aggiornamento per i magistrati che desiderano utilizzare il software non sono obbligatori e si invita chi non è interessato a compilare una domanda online per escludersi dalla sperimentazione.

La sicurezza

Il ministero ha assicurato che il Copilot opera in conformità agli standard di sicurezza e segregazione dei dati previsti dalla normativa vigente. È prevista una giornata di formazione online per la prossima settimana, mirata a comprendere meglio la tecnologia. Tuttavia, le preoccupazioni tra i magistrati riguardo alla sicurezza e alla privacy rimangono elevate.

1 Comments

  1. Ma che cavolo, un software sui pc dei magistrati? Siamo sicuri che sia una mossa saggia? La trasparenza e la privacy dovrebbero essere prioritarie, soprattutto per chi amministra la giustizia. E chi ci garantisce che questi sistemi non possano essere abusati? Stiamo diventando un paese dove la tecnologia supera qualsiasi limite!!!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere