Boccardelli (Luiss): “Investire nel capitale umano è fondamentale per affrontare l’incertezza geopolitica”

22.01.2026 13:15
Boccardelli (Luiss): "Investire nel capitale umano è fondamentale per affrontare l'incertezza geopolitica"

Bologna, l’importanza del capitale umano nell’era dell’incertezza

Bologna, 22 gennaio 2026 – In un mondo sempre più caratterizzato dall’incertezza, il rettore dell’università Luiss, Paolo Boccardelli, sottolinea l’importanza del capitale umano. Domani alle 10:30, sarà a Bologna per la terza tappa del roadshow con Confindustria, volto a rafforzare la sinergia tra mondo accademico e produttivo, riporta Attuale.

Rettore, come si valorizza il capitale umano in un contesto geopolitico così instabile?

“La volatilità è il tratto dominante di questa epoca. Il confronto geopolitico tra paesi e blocchi alleati sta diventando sempre più serrato, come evidenziato nel dibattito tra USA e UE sui dazi e sulla Groenlandia. Oggi i cambiamenti non si verificano nell’arco di anni, ma in settimane e persino giorni, portando all’esplosione di bolle speculative. In questo contesto, cittadini e imprese rischiano di perdere i punti fermi che orientavano le loro scelte. Pertanto, l’unico aspetto fondamentale rimane l’investimento sul capitale umano, come leva di resilienza economica e sociale”.

Investire sul capitale umano significa fare un lavoro importante nella formazione…

“Questo è uno dei principali temi in discussione al World Economic Forum di Davos: come possiamo investire meglio sulle persone? Secondo le stime del WEF, nei prossimi cinque anni oltre il 22% dei lavori cambierà in modo significativo e l’intelligenza artificiale modificerà il 40% delle competenze del 70% delle occupazioni. La formazione, pertanto, gioca un ruolo decisivo per ogni Stato”.

La Luiss come equipaggia i suoi studenti di fronte a una società in trasformazione?

“Per noi è cruciale offrire ai giovani una robusta infrastruttura della conoscenza che rafforzi il pensiero critico, la capacità di comprendere la complessità e la responsabilità etica e sociale. In una società molto più liquida rispetto al passato, i giovani hanno meno ancoraggi. Perciò, il nostro ateneo prepara gli studenti aggiornando il modello formativo con percorsi e certificati che attestano anche le competenze relative all’AI. Il nostro obiettivo è rispondere alle sfide poste alle imprese e alle istituzioni fornendo laureati di talento capaci di operare in diverse dimensioni, sia nel settore pubblica amministrazione che nelle professioni, sia in Italia che all’estero.”

Il 95% dei laureati Luiss ottiene un’occupazione entro un anno dal titolo. Qual è il segreto?

“La laurea Luiss non serve solo per un primo ingresso nel mondo del lavoro, ma equipaggia i giovani con competenze e metodologie che supportano la loro evoluzione nel tempo. I nostri laureati registrano rapidamente progressioni significative nella carriera. La Luiss non è solo un percorso di studio, ma un vero e proprio percorso di evoluzione personale e professionale”.

I dati sono positivi soprattutto in quali percorsi di studio?

“In tutti. Dall’economia al management, dalla finanza all’area giuridica. Anche i numeri legati a Scienze politiche e alla carriera diplomatica sono rilevanti”.

La diplomazia con l’avvento di Donald Trump è in difficoltà?

“Chi opera nella diplomazia oggi è un professionista delle relazioni internazionali e della geopolitica che deve interpretare una realtà nuova, più veloce e complessa. La nostra Università offre anche questa preparazione”.

Domani sarete a Bologna per il roadshow con Confindustria. Perché avete scelto la città delle Due Torri?

“Bologna è parte di un territorio vivace; l’export dell’Emilia-Romagna rappresenta il 13,1% di quello nazionale, rendendola un quadrante industriale cruciale per il Paese. Dopo Bologna, ci sposteremo a Palermo, Napoli e Firenze per presentare il nostro progetto formativo”.

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