Trump lancia il board di pace per Gaza a Davos, assenti Netanyahu e Francia

22.01.2026 23:55
Trump lancia il board di pace per Gaza a Davos, assenti Netanyahu e Francia

Donald Trump lancia il “Board of Peace” al World Economic Forum di Davos

DALLA NOSTRA INVIATA
DAVOS – Durante una conferenza tenutasi al World Economic Forum (WEF), Donald Trump ha introdotto ufficialmente il suo “Board of Peace”, con l’obiettivo di garantire la ricostruzione di Gaza e la stabilità globale. Il progetto, che ha attirato l’attenzione di numerosi leader internazionali, è stato presentato come un’alternativa operativa alle Nazioni Unite, rivelando la sua ambizione di ridefinire il panorama delle alleanze globali, riporta Attuale.

Trump, accompagnato da 19 leader fondatori tra cui il presidente dell’Argentina Javier Milei e il premier ungherese Viktor Orbán, ha delineato un’iniziativa caratterizzata da un logo che enfatizza l’influenza nordamericana. L’assenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu, firmatario dell’accordo “da lontano” per evitarne l’arresto, ha suscitato commenti. Nella photo opportunity, l’unica rappresentante femminile, Vjosa Osmani, presidente del Kosovo, ha indossato un tailleur rosso acceso, che contrastava con l’abbigliamento scuro degli altri partecipanti.

La cerimonia di firma ha avuto un approccio pragmatico, con i leader che si alternavano per sottoscrivere la risoluzione basata sulla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Trump ha reso chiaro che il Board richiede una partecipazione finanziaria di 1 miliardo di dollari dai membri permanenti, una misura che ha già provocato rotture, come evidenziato dal rifiuto ufficiale della Francia di aderire, citando che la carta del Board contiene elementi contrari allo statuto delle Nazioni Unite.

Durante la presentazione, sono emerse visioni di un piano strategico di sviluppo per Gaza, con l’enfasi sulla necessità di un cambiamento mentale tra i popoli coinvolti. Jared Kushner ha presentato idee per nuovi sviluppi, suggerendo che “ci saranno incredibili opportunità di investimento”, invitando i partecipanti a “venire a investire con noi”. Le sue parole sembravano trasformare la ricerca della pace in un affare immobiliare, un approccio mostrato tramite slide che proponevano progetti denominati “New Rafah” e “New Gaza”.

La cerimonia si è chiusa con il commento finale di Trump, sottolineando che “tutto inizia con la location” e tracciando l’idea di un nuovo centro decisionale spostato dal Palazzo di Vetro di New York a un’organizzazione che predilige un invito diretto, suggerendo una nuova era nella diplomazia internazionale.

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