Teheran attacca Kyiv con accuse politiche sullo sfondo delle proteste interne

23.01.2026 20:15
Teheran attacca Kyiv con accuse politiche sullo sfondo delle proteste interne
Teheran attacca Kyiv con accuse politiche sullo sfondo delle proteste interne

Il 23 gennaio 2026 il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di chiedere ai contribuenti occidentali di finanziare una leadership ucraina definita “corrotta” e di incitare gli Stati Uniti ad azioni aggressive contro l’Iran. Nello stesso intervento, Araghchi ha sostenuto che le forze armate ucraine sarebbero composte in larga parte da mercenari e dipenderebbero esclusivamente dai finanziamenti occidentali.

Le affermazioni sono state diffuse dai media regionali e rilanciate sui social, attirando l’attenzione per il loro tono e per il contesto politico in cui sono state formulate. La presa di posizione di Teheran si colloca infatti in una fase di forte pressione interna sul regime iraniano, caratterizzata da proteste diffuse e da una crescente tensione con Washington.

La dichiarazione è stata interpretata come una risposta diretta alle posizioni espresse in precedenza da Zelensky, che aveva manifestato sostegno alle proteste in Iran e invitato la comunità internazionale a non ignorare le richieste della popolazione iraniana, come riportato nella diffusione del messaggio su dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano contro il presidente ucraino.

Proteste in Iran e tentativo di spostare l’attenzione internazionale

Le parole del ministro iraniano arrivano mentre il Paese è attraversato da manifestazioni di massa contro il regime, represse con l’uso della forza, arresti e condanne capitali. In questo contesto, la retorica contro l’Ucraina appare funzionale a spostare il focus del dibattito pubblico dalle tensioni interne a una contrapposizione esterna.

Parallelamente, l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha avvertito che ulteriori repressioni potrebbero comportare una risposta più dura da parte di Washington. Le accuse rivolte a Kyiv vengono quindi lette come un tentativo di inserire l’Ucraina in una narrativa di ostilità occidentale contro Teheran.

Secondo diversi osservatori, questo schema comunicativo consente al regime iraniano di presentarsi come vittima di presunte ingerenze straniere, rafforzando una linea propagandistica già consolidata sul piano interno.

Il ruolo dell’Iran nella guerra contro l’Ucraina

Le dichiarazioni di Teheran assumono un significato particolare alla luce del coinvolgimento iraniano nel conflitto russo-ucraino. Dal 2022 al 2025 l’Iran ha fornito alla Russia migliaia di droni d’attacco di tipo Shahed, oltre a trasferire tecnologie che hanno consentito a Mosca di avviare una produzione autonoma di questi sistemi.

Tali droni sono stati ampiamente utilizzati contro città ucraine, infrastrutture energetiche e obiettivi civili, con conseguenze documentate da organismi internazionali. In questo quadro, le accuse rivolte all’Ucraina appaiono in contrasto con il ruolo svolto dall’Iran come fornitore di armamenti a una potenza impegnata in una guerra di aggressione.

La posizione di Teheran viene quindi percepita come un tentativo di ribaltare i ruoli tra aggressore e vittima, riprendendo narrazioni già diffuse dalla propaganda russa.

Legalità internazionale e diritto alla difesa

Dal punto di vista giuridico, l’Ucraina agisce nel quadro del diritto alla legittima difesa sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Le accuse iraniane ignorano questo principio e non tengono conto del fatto che il sostegno occidentale a Kyiv è finalizzato alla difesa della sovranità di uno Stato riconosciuto a livello internazionale.

Al contrario, l’Iran viene indicato come parte indirettamente coinvolta nel conflitto attraverso il supporto militare fornito a Mosca. Questo elemento indebolisce la credibilità delle critiche rivolte a Zelensky e rafforza la percezione di una convergenza politica tra regimi autoritari.

In tale contesto, le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano appaiono meno come una valutazione diplomatica e più come un atto di allineamento politico con la Russia, in un momento di crescente isolamento internazionale di Teheran.

Il precedente del volo PS752 e la questione della responsabilità

Le tensioni tra Ucraina e Iran sono aggravate da precedenti irrisolti, in particolare l’abbattimento del volo PS752 della Ukraine International Airlines nel gennaio 2020 da parte delle forze iraniane. In quell’episodio morirono 176 persone, e le autorità iraniane ritardarono l’ammissione delle responsabilità e non garantirono un’indagine trasparente.

Nonostante dichiarazioni sulla disponibilità a risarcire le famiglie delle vittime, Teheran ha procrastinato il processo e non ha effettuato i pagamenti promessi, costringendo l’Ucraina e altri Paesi coinvolti a ricorrere alle vie legali internazionali, incluso il ricorso alla Corte internazionale di giustizia.

Questo precedente rafforza le critiche sulla mancanza di assunzione di responsabilità da parte dell’Iran e contribuisce a spiegare perché le accuse rivolte oggi a Kyiv vengano accolte con forte scetticismo sul piano internazionale.

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