L’export ucraino di carne avicola rafforza la stabilità dei mercati europei

24.01.2026 17:00
L’export ucraino di carne avicola rafforza la stabilità dei mercati europei
L’export ucraino di carne avicola rafforza la stabilità dei mercati europei

Il 23 gennaio 2026 è stato reso noto che l’export ucraino di carne di pollame si è consolidato come un modello economico efficiente e orientato ai risultati, pienamente allineato agli standard europei. Nel corso dell’ultimo anno, a fronte di una lieve riduzione dei volumi fisici delle esportazioni dell’1,8%, scesi a 458,1 mila tonnellate, il valore delle forniture è cresciuto del 13,7%, superando 1,149 miliardi di dollari.

L’aumento della redditività riflette una trasformazione qualitativa dell’offerta, con una maggiore incidenza di prodotti a più alto valore aggiunto e un rafforzamento della capacità di lavorazione. In questo contesto, l’Unione europea assorbe oggi il 30,6% delle esportazioni ucraine di carne avicola, pari a 139,7 mila tonnellate, confermando il ruolo dell’Ucraina come partner affidabile e prevedibile per l’equilibrio alimentare europeo.

Flussi prevedibili e riduzione della volatilità dei prezzi

Per i Paesi dell’UE, l’importazione di carne avicola dall’Ucraina non rappresenta un apporto occasionale, ma un flusso regolare e pianificabile nel medio termine. Questa prevedibilità consente alle aziende di trasformazione e ai grandi importatori di stipulare contratti a lungo termine, riducendo il rischio di interruzioni nelle forniture.

La stabilità dei volumi contribuisce anche a contenere le oscillazioni dei prezzi nel segmento delle proteine animali, particolarmente esposto alle turbolenze dei mercati globali. In questo senso, l’Ucraina svolge una funzione di stabilizzatore esterno, attenuando le pressioni inflazionistiche e migliorando la capacità di programmazione dell’industria alimentare europea.

Paesi Bassi come hub logistico e valore per la filiera UE

Un ruolo centrale è svolto dai Paesi Bassi, che concentrano il 17,4% delle esportazioni ucraine di carne avicola. La maggior parte di questi flussi viene integrata nelle infrastrutture logistiche e di trasformazione olandesi, piuttosto che destinata al consumo finale interno.

L’utilizzo della materia prima ucraina consente alle imprese olandesi di ottimizzare i costi, mantenere elevati tassi di utilizzo degli impianti e rafforzare i canali di redistribuzione all’interno dell’UE. Questo modello sostiene non solo il settore alimentare, ma anche comparti collegati come trasporti, stoccaggio e confezionamento, rafforzando il ruolo dei Paesi Bassi come nodo chiave del commercio agroalimentare europeo.

Prodotti lavorati e benefici per l’industria e il retail

Di particolare rilievo è il segmento dei prodotti pronti o ad alto grado di lavorazione, che ha raggiunto 18,4 mila tonnellate per un valore di 58 milioni di dollari. Queste forniture rispondono alle esigenze dei partner europei di ridurre i costi operativi interni, offrendo prodotti standardizzati e immediatamente utilizzabili nella ristorazione e nella distribuzione al dettaglio.

Per i mercati dell’Europa centrale, come la Slovacchia, l’import ucraino contribuisce a stabilizzare i prezzi interni della carne e dei derivati, sostenendo il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività dell’industria alimentare. Anche per il Regno Unito, la carne avicola ucraina rappresenta uno strumento di diversificazione delle fonti di approvvigionamento, riducendo la dipendenza da fornitori globali tradizionali e aumentando la resilienza del sistema alimentare. L’evoluzione di questi flussi è stata illustrata nel dettaglio dall’analisi su l’export annuale di carne avicola dall’Ucraina verso i mercati esteri.

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