Il dossier ucraino: la guerra continua tra trattative e strategie di potere
Il 24 gennaio 2026, il consigliere di politica estera di Vladimir Putin, Yurij Ushakov, ha ribadito che «senza la soluzione delle questioni territoriali, secondo la formula concordata ad Anchorage, non ci sarà alcuna soluzione politico-diplomatica permanente». La posizione di Mosca suggerisce che la guerra possa proseguire, dato che per il Cremlino la capitolazione dell’Ucraina rimane l’unica premessa per la pace, riporta Attuale.
Entrando nel merito delle recenti trattative, i russi, per la prima volta, hanno accettato di sedersi al tavolo con gli ucraini ad Abu Dhabi, sotto la supervisione statunitense. Tuttavia, le prospettive di un accordo sono ostacolate dalla determinazione di Mosca di ottenere obiettivi territoriali. La retorica russa rimane ferma: l’operazione speciale continuerà fino a quando non saranno raggiunti i risultati desiderati sul campo.
Nonostante le tensioni, il blocco occidentale si presenta diviso, con alcuni leader che esprimono dubbi sulla capacità di mantenere una posizione unita verso la Russia. Questo ha portato a una ulteriore esacerbazione della violenza in Ucraina, mentre i russi intensificano le loro offensive.
Le radici della strategia di Mosca
La strategia negoziale di Putin, recentemente analizzata da esperti e commentatori, si basa sull’esigenza di infliggere il massimo danno all’Ucraina, mirando a sfruttare la divisione tra gli stati occidentali, una situazione che alcuni analisti attribuiscono agli influssi di Trump. Alexandr Dugin, un noto filosofo ultranazionalista, ha ribadito che la pace non può essere raggiunta senza una vittoria russa, alimentando un’atavica diffidenza verso l’Occidente.
Dugin sostiene che la Russia non debba mai fidarsi dei suoi interlocutori occidentali, aggiungendo che la guerra e non la diplomazia dovrebbero caratterizzare i rapporti. Questo riflette una visione radicale, secondo la quale la Russia deve riscattarsi come potenza mondiale, e questo può avvenire soltanto attraverso un’affermazione militare.
Prospettive future e la questione energetica
Le prospettive di un eventuale cessate il fuoco rimangono incerte. I commentatori pro-russi si sono mostrati scettici riguardo alle proposte ucraine, sottolineando l’assenza di incentivi reali per il Cremlino. Secondo alcuni esperti, la Russia non ha intenzione di accettare compromessi territoriale e i negoziati attuali non portaranno a un accordo significativo.
Le attuali dinamiche indicano che una soluzione durevole è lontana, mentre la guerra continua a produrre devastazione in Ucraina. Le ambizioni di Putin sembrano mantenere il paese in uno stato di conflitto, sostenuto dalla speranza che il protrarsi delle ostilità possa portarci più vicini a un cambiamento nei rapporti di forza a livello internazionale.