Roma, 26 gennaio 2026 – Il dimezzamento degli sbarchi rispetto all’anno scorso e la norma che permetterà di non iscrivere poliziotti e carabinieri nel registro degli indagati in caso di fatti commessi durante il servizio sono al centro delle nuove politiche di sicurezza. Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, parlando a Rivisondoli in una manifestazione della Lega, ha anticipato il contenuto del nuovo pacchetto sicurezza, con l’occasione di ricordare Giogiò Cutolo, giovane musicista napoletano vittima della violenza giovanile. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha sollecitato una maggiore libertà d’azione per le forze dell’ordine, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, riporta Attuale.
Il ministro dell’Interno
«Noi dobbiamo invertire alcuni ambiti culturali. Va bene incrementare le attività di controllo sul territorio, ma va ripristinato un senso di autorità e di presunzione di liceità delle forze di polizia», ha affermato Piantedosi, suscitando l’approvazione dei presenti. Il ministro ha inoltre evidenziato i risultati nella lotta all’immigrazione clandestina, dichiarando che gli arrivi sono già a metà rispetto allo scorso anno, che era già stato un periodo critico. «I numeri parlano chiaro», ha aggiunto, riconoscendo i meriti condivisi con Salvini: «Ci confrontiamo spesso informalmente, lui è un leader politico importante».
Il pacchetto sicurezza
Il ministro ha confermato che il pacchetto sicurezza è in arrivo: «Stiamo lavorando a un confronto interministeriale e credo che entro la prima settimana di febbraio potrà andare in Consiglio dei ministri». Il pacchetto conterrà un decreto legge e un disegno di legge, comprendente circa sessanta norme, di cui una significativa focalizzata sulla criminalità giovanile, con un aumento del 10% dei reati compiuti da minori stranieri. Piantedosi ha espresso il suo apprezzamento per l’esperienza di Salvini al Viminale, ritenuta fondamentale per il suo lavoro attuale.
Mani libere per la polizia
Salvini ha chiesto più mani libere per la polizia, affermando che «non è giusto che siano a processo donne e uomini della Guardia costiera per i naufragi voluti dagli scafisti». Ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere i 6.800 militari attuali nelle strade, sostenendo la necessità di aumentarne la presenza a 10.000, per garantire sicurezza nelle scuole e negli spazi pubblici. «Noi diciamo no» alla riduzione della presenza militare, anche a costo di sembrare scomodi», ha concluso.