Calenda si avvicina al centrodestra: un dialogo promettente con Forza Italia
Carlo Calenda, leader del partito Azione, ha manifestato apertamente la sua inclinazione verso il centrodestra, in particolare con i liberisti di Forza Italia, durante un evento al Teatro Manzoni di Milano, in occasione del 32º anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi, riporta Attuale.
Calenda, riconosciuto per il suo passato di manager e le sue esperienze politiche nel Partito Democratico, ha fissato chiari confini nel suo approccio. Pur ribadendo la volontà di dialogare con tutti i partiti, ha sottolineato la sua preferenza per Forza Italia, descrivendola come un partito europeo e popolare, in sintonia con le sue posizioni liberali.
Durante il suo intervento, Calenda ha esplicitato la necessità di stabilire distinzioni nette nel panorama politico attuale. “Non posso stare con gli antioccidentali che odiano se stessi e con chi sostiene Putin”, ha affermato, evidenziando la problematicità di allearsi con forze come quelle capeggiate da Matteo Salvini. Questa posizione riflette un tentativo di mantenere un’identità politica chiara e di distanziarsi da estremismi.
Inoltre, si è ipotizzato un possibile impegno congiunto per le prossime elezioni comunali di Milano, un obiettivo sottolineato dal coordinatore lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte. Le forze politiche stanno cercando candidati in grado di rivaleggiare con il centrosinistra, apporto che potrebbe comportare l’emergere di candidati civici, come quello dell’imprenditore Antonio Civita.
Calenda ha delineato le qualità necessarie per il candidato ideale: deve essere qualcuno legato alla città, in grado di rappresentare un ampio ventaglio di interessi, con comprovate capacità gestionali e attento alle questioni chiave della crescita e della sicurezza urbana. Riguardo a potenziali candidati come Mario Calabresi, Calenda ha espresso grande stima, sebbene non abbia confermato la sua disponibilità a candidarsi.
Questa nuova strategia di Calenda potrebbe continuare a trasformarsi, allineandosi con esperimenti politici come quello del “modello Basilicata”, dove Azione ha collaborato con il centrodestra nella scelta di un candidato presidente, segnando un’apertura a nuove alleanze politiche.