Continua la tragedia familiare di Claudio Carlomagno dopo il suicidio dei genitori
Roma, 26 gennaio 2025 – Un orrore senza fine. Dopo il doppio suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno, schiacciati dall’onta dopo l’assassinio per mano di loro figlio della moglie Federica Torzullo, la procura di Civitavecchia aprirà un fascicolo per “istigazione al suicidio”, necessaria per eseguire sui corpi dei coniugi l’autopsia, riporta Attuale.
Carlomagno, dopo aver ucciso sua moglie con 23 coltellate ad Anguillara, vicino a Roma, e aver saputo del suicidio dei suoi genitori che, a causa dell’immenso dolore, hanno scelto di farla finita, è sorvegliato a vista all’interno del carcere di Civitavecchia. La paura delle autorità è che l’uomo possa fare un gesto estremo che aggiungerebbe un’altra tragedia. All’interno del penitenziario, l’uomo è seguito dal punto di vista sanitario e psicologico, ma la paura di chi vigila è che possa non bastare. Le autorità hanno disposto, come scritto, la sorveglianza a vista, ovvero il livello massimo di controllo previsto per prevenire gesti autolesionistici. La misura resterà attiva fino a una nuova valutazione medica.
Dopo aver appreso del suicidio dei genitori, si dice “disperato” e ora chiede di poter vedere il figlio di 10 anni.
Dopo la morte di sua moglie, Carlomagno aveva ammesso il femminicidio, lasciando però spazio a interrogativi a causa dei buchi temporali e dei possibili complici, come aveva ammesso il procuratore Alberto Liguori. Il papà, Pasquale Carlomagno, era stato citato nell’ordinanza di custodia cautelare del figlio perché presente su un furgone davanti alla villetta della coppia fra le 07:08 e le 07:17 del 9 gennaio, dunque poco dopo che Claudio Carlomagno ha ucciso la moglie. Per questo erano in corso approfondimenti investigativi sulla sua posizione, come su quella di altri soggetti, ma l’uomo non è mai stato iscritto sul registro degli indagati.
I carabinieri, su disposizione della procura di Civitavecchia, hanno però sequestrato la villetta dei genitori, un accertamento nell’ambito dell’inchiesta scaturita dal suicidio della coppia.
La gogna social ha fatto il resto. Incidendo anche sulla madre. Entrambi, hanno raccontato i vicini, erano rimasti “schiacciati dalla tragedia che aveva travolto la famiglia”. I carabinieri hanno trovato Pasquale Carlomagno e Maria Messenio – ex poliziotta, era assessora alla Sicurezza del Comune e che si era dimessa subito dopo l’arresto del figlio – impiccati, uno accanto all’altra. Un biglietto, indirizzato all’altro figlio, nel quale raccontavano i motivi del gesto, esprime una tragedia dovuta alla gogna mediatica e ai social network, oltre che, ovviamente, al brutale femminicidio di Federica.
Il pensiero e la massima preoccupazione è ora rivolta al figlio di 10 anni di Federica e Claudio Carlomagno, che si ritrova anche all’improvviso senza nonni paterni. “Si tratta di una situazione assolutamente drammatica avvenuta in un paese molto piccolo, Anguillara. Un fazzoletto di case, come si dice. A fronte di una tragedia così grande, il bambino ha diritto a un nuovo inizio, a non passare tutta la vita dentro un lutto così incombente. Affrontandolo, semmai, in un momento futuro, quando sarà grande, con strumenti e abilità che oggi non possiede”, afferma Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti. “I servizi sociali devono quindi valutare quali sono le proposte e le vie fattibili, uscendo dalla retorica che parla di ‘sradicamento’ e che parte dal presupposto di lasciare al bambino tutti i suoi attuali riferimenti. Posizione che, apparentemente indulgente e benevola, sembra viziata da un certo cinismo. Come fa questo bambino a metabolizzare una tragedia così grande? È assolutamente necessario un cambiamento di ambiente e di contesto, che gli permetta di avere una nuova partenza,” conclude Novara.