Gli scontri a Minneapolis dopo l’omicidio di Alex Pretti da parte degli agenti federali

26.01.2026 14:15
Gli scontri a Minneapolis dopo l'omicidio di Alex Pretti da parte degli agenti federali

La battaglia di Minneapolis

Nel gelo che ha colpito Minneapolis durante il fine settimana, la tensione sociale e politica ha raggiunto un nuovo picco. Sabato mattina, 24 gennaio 2026, Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, è stato ucciso da agenti della Border Patrol mentre partecipava a una protesta contro le retate anti-immigrazione in corso in città. La segretaria alla Sicurezza interna degli Stati Uniti, Kristi Noem, ha affermato che Pretti ha aggredito gli agenti e impugnava un’arma «con decine di munizioni», cercando di fare del male. Tuttavia, i video girati da testimoni contraddicono questa ricostruzione, e il padre di Pretti, Mike, ha chiesto che il mondo sappia che Alex era una persona per bene, riporta Attuale.

La situazione politica negli Stati Uniti è sempre più tesa, tanto che i media parlano di «guerra civile» in riferimento ai rischi che l’attuale clima possa degenerare. Finora, il conflitto si è manifestato principalmente su un piano ideologico e mediatico, lasciando incertezza su come si evolverà. È un dato di fatto che Pretti è stato ucciso in strada, la stessa sorte toccata venti giorni fa a Renee Good, a opera di agenti non addetti al controllo dell’ordine pubblico.

La notizia dell’uccisione di Alex ha suscitato una forte ondata di emozione e indignazione, soprattutto nelle comunità locali di immigrati e tra i sostenitori dei diritti civili. Sabato, a Minneapolis, i cittadini si sono riuniti per protestare contro la violenza delle autorità e rivendicare giustizia per Alex Pretti. Società e attivisti hanno avviato una campagna di raccolta fondi su GoFundMe che ha rapidamente superato un milione di dollari in meno di 48 ore, per sostenere la sua famiglia.

Il presidente Donald Trump ha commentato la situazione, suggerendo misure governative contro le città che non collaborano con le forze dell’ordine, evidenziando l’accentuarsi della divisione tra le giurisdizioni repubblicane e quelle democratiche. In particolare, Trump ha criticato i politici democratici per il loro rifiuto di cooperare con l’ICE, alimentando la frustrazione e la polarizzazione nel paese.

In questo contesto, la comunità e i familiari di Pretti continuano a chiedere giustizia. Il padre ha chiesto insistentemente di far sapere al mondo chi fosse veramente Alex, un uomo buono che ha semplicemente cercato di difendere i diritti degli immigrati. La situazione di Minneapolis emerge dunque come un microcosmo delle attuali tensioni politiche, sociali e culturali negli Stati Uniti, che rischiano di esplodere in fratture sempre più profonde nella società americana.

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