Milano, 26 gennaio 2026 – Un giallo sulla presenza di uomini ICE nell’apparato di sicurezza degli Stati Uniti per Milano-Cortina 2026 ha sollevato un acceso dibattito. Le dichiarazioni contrastanti del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, alimentano le speculazioni sulla reale partecipazione dell’ICE. La reazione del Partito Democratico è stata dura, con Pierfrancesco Majorino che ha affermato: “Se la presenza degli agenti ICE a Milano sarà confermata, sarà inevitabile trovarsi in piazza per dire loro una cosa semplice: tornatevene a casa. A Milano non vi vogliamo”, riporta Attuale.
Le parole di Fontana
Fontana ha specificato che “L’ICE sarà qui soltanto per controllare il vicepresidente americano Vance e il segretario di Stato Rubio, quindi sarà soltanto in misura difensiva”, aggiungendo di non essere preoccupato per le violenze negli Stati Uniti. “Questo è tutto un altro discorso – ha dichiarato – non riguarda assolutamente le problematiche che qui si possono verificare”. Egli ha inoltre sottolineato che la loro funzione sarà limitata alla protezione delle personalità americane, affermando: “La loro presenza è limitata a fare la guardia del corpo a Vance e a Rubio”. Tuttavia, ha espresso fiducia nei rapporti tra le nazioni e nelle forze dell’ordine, considerandoli consolidati e portatori di una garanzia in più.
La versione secondo il Pirellone
In un comunicato ufficiale, l’ufficio stampa della Regione Lombardia ha chiarito che Fontana “non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo”. Secondo il comunicato, la conversazione si era trasformata in un’ipotetica discussione sulla sicurezza delle personalità statunitensi presenti e non implicava alcuna certezza circa la presenza effettiva degli agenti ICE.
Il ministro Piantedosi
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, non ha confermato la presenza degli agenti ICE durante le Olimpiadi, affermando che ogni delegazione straniera ha il diritto di scegliere come garantire la propria sicurezza. “Il coordinamento della sicurezza rimane in capo alle autorità nazionali”, ha dichiarato.
Le reazioni
Le reazioni politiche a questa situazione sono state particolarmente forti, soprattutto da parte dell’opposizione, in relazione agli episodici atti di violenza associati all’ICE negli Stati Uniti. Sandro Ruotolo del PD ha espresso indignazione, affermando che “non hanno pudore” e criticando l’ipotesi della presenza dell’ICE in Italia, definendo questa agenzia “un corpo federale antimmigrazione che si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani”. Ruotolo ha messo in discussione l’immagine dell’Italia come “tappetino degli Stati Uniti”.
Sergio Costa, vicepresidente pentastellato della Camera, ha aggiunto che “la presenza di agenti ICE è inaccettabile e rappresenta una scelta politica gravissima”. Costa ha citato casi di violenza da parte dell’ICE, chiedendo al governo di riconsiderare la questione e di rifiutare la presenza di una forza che viola i diritti umani e le garanzie costituzionali.