Antisemitismo: il governo italiano avvia l’iter per una legge in occasione del Giorno della Memoria
La strada per l’approvazione di una legge contro l’antisemitismo è tracciata, ma non priva di ostacoli. I principali interrogativi riguardano le eventuali sanzioni penali e la definizione di antisemitismo. Questi aspetti saranno cruciali per ottenere un’ampia maggioranza, se non l’unanimità, nella discussione legislativa, riporta Attuale.
Oggi, in coincidenza con il Giorno della Memoria, si prevede che la Commissione Affari Costituzionali del Senato adotti un testo base per la legge, frutto delle proposte di Massimiliano Romeo della Lega e Ivan Scalfarotto di Italia Viva, entrambi senza previsioni sanzionatorie. La discussione generale dovrebbe concludersi il 5 febbraio, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti sarà fissato al 10. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia e primo firmatario di un testo che prevede sanzioni penali, si è detto favorevole ad approdare in aula entro marzo.
Nonostante ciò, la proposta di Graziano Delrio, senatore democrat, ha suscitato perplessità all’interno dello stesso partito, principalmente a causa della definizione di “antisemitismo” adottata dall’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance), che include le critiche alla politica israeliana. In risposta, il Pd ha presentato una nuova proposta del senatore Andrea Giorgis, anche se non è stata accettata nei tempi previsti, così come quella di Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia.
Partiti e gruppi presenteranno i propri emendamenti in commissione e successivamente in aula, con la possibilità che alcune proposte per promuovere la sensibilizzazione e il contrasto all’antisemitismo, in particolare nelle scuole, vengano accolte. Delrio ha sottolineato l’importanza di articoli semplici volti a “fermare la discriminazione”. Anche Gasparri sembra non voler farne una questione centrale.
La presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, ha sollevato la questione delle sanzioni, sottolineando come il saluto romano rappresenti una ferita che “offende la memoria”. Ha denunciato anche l’esposizione di “bottiglie con effigi di Mussolini e Hitler” in un locale frequentato da funzionari, che dovrebbe essere penalmente sanzionata. Tuttavia, la richiesta di sanzionare il saluto romano potrebbe essere un deterrente per l’introduzione di misure penali dalla parte della destra.
Fino a questo punto, i lavori possono seguire un percorso piuttosto unitario, ma la definizione di antisemitismo dell’Ihra potrebbe rappresentare un punto di impasse per il Pd. Se citata solo come quadro generale, sarebbe difficile per il partito contrapporsi a una definizione già approvata da Elly Schlein quando era parlamentare e da Francesco Boccia come ministro nel governo Conte bis. Allo stesso tempo, alcuni esponenti di sinistra, come quelli di Avs, possono obiettare che le leggi devono sanzionare azioni e non opinioni, pur essendo il Pd, negli ultimi anni, favorevole a misure di prescrizione severe.