Minnesota, il mondo degli affari pressa Trump: «Il troppo è troppo»

27.01.2026 09:35
Minnesota, il mondo degli affari pressa Trump: «Il troppo è troppo»

Reazione delle Aziende al Regime di Paura di Trump dopo l’Assassinio di Alex Pretti

NEW YORK – L’assassinio di Alex Pretti a Minneapolis ha sollevato interrogativi sul coraggio di attaccare Donald Trump, un presidente il cui approccio intimidatorio ha scoraggiato le aziende e i governi alleati dal prendere posizione. Questo comporta rischi significativi, comprese le conseguenze per le elezioni e potenziali ritorsioni economiche. Tuttavia, dopo la morte di Pretti e quella di un altro cittadino, Renee Good, il panorama è cambiato, portando a un’importante mobilitazione da parte del settore imprenditoriale.Attualmente, 60 delle principali aziende del Minnesota, tra cui nomi noti come 3M, Target e UnitedHealth Group, hanno emesso un duro comunicato contro le azioni dell’amministrazione Trump, una mossa che chiarisce che il limite è stato superato, riporta Attuale.

La crescente atmosfera di paura è stata aggravata dalle dichiarazioni del consigliere per la sicurezza di Trump, Stephen Miller, che ha definito Pretti “un terrorista interno”. Quest’atteggiamento ha spinto una parte significativa del mondo degli affari a rompere il silenzio e a esprimere preoccupazione per le perdite di vite umane e per le violazioni dei diritti civili. Un cambiamento di questa portata nella narrativa pubblica riflette una presa di coscienza collettiva, portando le aziende a considerare un’azione congiunta contro il regime di intimidazione.

In particolare, le aziende hanno seguito il metodo suggerito dal primo ministro canadese Mark Carney durante un importante discorso a Davos, dove ha esortato alla creazione di alleanze per contrastare il bullismo globale. Carney ha sottolineato l’importanza di unire le forze per creare un sistema più resiliente e cooperativo, un messaggio che è giunto forte e chiaro a seguito degli eventi tragici di Minneapolis.

Il messaggio delle aziende non è stato generico; è stato diretto e locale, rivolto specificamente al Massachusetts, e rappresentativo di milioni di lavoratori che hanno già mostrato il loro dissenso contro l’ineguaglianza di trattamento da parte dell’Ice. Le reazioni sono state rapide e forti segno che la necessità di giustizia supera il timore di ritorsioni.

Le immagini dell’assassinio di Pretti, colpito a sangue freddo, sono diventate il simbolo di un’oppressione che permea sia la politica interna che le relazioni internazionali della Casa Bianca, danneggiando anche iniziative più ampie come l’attacco ai reattori nucleari iraniani. Il contesto attuale ha costretto le aziende ad affrontare la realtà della loro esposizione e a fare sentire la propria voce.

Recentemente, Jamie Dimon, CEO di JP Morgan Chase, ha espresso forti critiche all’operato dell’Ice. Dimon ha evidenziato scene di violenza inaccettabile e ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di avere persone oneste e competenti negli ambienti di lavoro. Le sue dichiarazioni, pur rischiose, hanno aperto la strada a un movimento più ampio di dissenso contro le politiche di Trump.

In risposta a queste crescenti pressioni, Trump ha iniziato a dismettere le sue posizioni più dure, rimuovendo Gregory Bovino, capo operativo dell’Ice. La sua portavoce ha indicato che ci sarà un’inchiesta completa sull’accaduto, segno che l’opinione pubblica e il Congresso stanno influenzando la direzione politica.

Il nuovo responsabile dell’Ice, Tom Homan, non rappresenta un cambiamento nella linea dura, e ciò suggerisce che la battaglia per i diritti civili e contro l’intimidazione non è ancora conclusa. Tuttavia, la resilienza collettiva delle aziende e dei cittadini potrebbe segnare l’inizio di un cambio di paradigma, come indicato dalle parole di Carney e dalle reazioni emerse in seguito agli omicidi di Minneapolis.

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