Unabomber: l’identikit attraverso il geographic profiling e l’analisi criminologica

27.01.2026 11:35
Unabomber: l'identikit attraverso il geographic profiling e l'analisi criminologica

Roma, 27 gennaio 2026 – Il libro “Il serialista Unabomber, geographic profiling a Nord Est”, con la prefazione di Massimo Bianco, direttore dell’istituto di Scienze forensi, è dedicato a un caso che ha catturato l’attenzione di molti negli anni, rimanendo tutt’oggi irrisolto. Gli autori, Domingo Magliocca e Rebecca Ester Invernizzi, affrontano la questione attraverso la lente del geographic profiling, una disciplina di cui Magliocca è esperto, essendo il primo analista italiano dotato di licenza per l’applicativo Rigel analyst, sviluppato dal professor Kim Rossmo, riporta Attuale.

Unabomber e la tecnica del geographic profiling

Magliocca chiarisce: “Quello che mi interessa non è l’aspetto giudiziario, indagare le persone coinvolte, ma mi sono concentrato sui siti del crimine”. Questa tecnica, che si è sviluppata negli Stati Uniti decenni fa, resta periferica in Italia. La ricerca punta a identificare il punto di ancoraggio di ogni criminale seriale. Secondo Magliocca, “è certo che si tratti di un soggetto locale”, supportato da studi geospaziali che mostrano come Unabomber si sia sempre concentrato nella stessa area.

Cosa ci racconta il caso Unabomber

Il caso Unabomber, vent’anni dopo l’ultimo attacco, continua a non avere un colpevole. Magliocca afferma: “Alcuni reati devono essere investigati con tecniche classiche, ma è essenziale integrare strumenti della criminologia investigativa e del geographic profiling”. Egli sottolinea che l’analisi geo-criminologica permette di “circostanziare da subito l’area di ricerca”, facilitando un uso razionale delle forze investigative e concentrandole dove è probabile trovare il colpevole.

Perché Unabomber è un criminale del posto

Un altro punto cruciale per Magliocca è il “costante ritorno del serialista negli stessi luoghi”. Questo aspetto è fondamentale: “Spesso non abbiamo tracce forti o Dna, ma nei crimini seriali possiamo trovare altre tracce utili, non convenzionali. Nel caso di Unabomber, ci sono tracce fisiche e spaziali che possono aiutarci a costruire un modello per comprendere i suoi movimenti”.

L’identikit geografico di Unabomber

Magliocca osserva che, man mano che Unabomber si sentiva sempre più sicuro, la sua “area di caccia” si è ampliata pur rimanendo sovente limitata a zone già colpite, “riducendo la geografia a un’area costante”. Pertanto, il criminologo conclude che gli attentati rivelano un modello di “ritorni nei luoghi in cui aveva già colpito”.

Gli attentati di Unabomber

Gli attentati attribuiti a Unabomber hanno avuto luogo tra il 1994 e il 2006. Le indagini hanno coinvolto 11 persone, con 63 soggetti esaminati. Tuttavia, le ricerche non sono ancora giunte a termine. Nell’ottobre 2025, un’ulteriore perizia ha escluso il Dna di tutti gli indagati, portando a un nuovo aggiornamento del fascicolo in procura. Si ipotizza un’eventuale archiviazione del caso, lasciando il mistero di Unabomber con il rischio di rimanere irrisolto per sempre.

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