Il Guatemala dichiara lo stato di assedio per affrontare l’ennesima ondata di violenza delle bande criminali

27.01.2026 14:25
Il Guatemala dichiara lo stato di assedio per affrontare l'ennesima ondata di violenza delle bande criminali

Guatemala dichiara stato di assedio dopo attacchi mortali contro la polizia

Una settimana fa, in Guatemala è stato proclamato lo “stato di assedio” in risposta ai violenti attacchi coordinati che il 17 gennaio hanno portato all’uccisione di dieci poliziotti. Questa misura consente al presidente Bernardo Arévalo di schierare l’esercito nelle strade e di sospendere alcuni diritti civili, affrontando così una situazione estremamente critica in un paese noto per la sua violenza endemica, riporta Attuale.

Nel paese operano due dei gruppi criminali più potenti dell’America Latina, Barrio 18 e Mara Salvatrucha (MS-13), emersi tra gli anni Settanta e Ottanta a Los Angeles. Questi gruppi, che hanno attirato anche molti guatemaltechi, sono stati oggetto di espulsioni significative da parte del governo statunitense, culminando in oltre 15.000 espulsioni tra il 1993 e il 1998. Dopo una temporanea riorganizzazione in El Salvador, hanno riconquistato terreno in Guatemala, dove gestiscono estorsioni e traffico di droga con grande violenza.

Nel gennaio 2025, l’amministrazione di Donald Trump ha incluso questi gruppi nell’elenco delle organizzazioni terroristiche internazionali, associandoli a pericoli per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La violenza perpetrata dalle bande partecipanti comprende l’assalto a quartieri, il traffico di droga e l’estorsione. Le bande controllano anche diversi penitenziari, dove i membri godono di condizioni di detenzione favorevoli.

La scorsa estate, il governo guatemalteco ha trasferito molti leader delle bande in strutture meno privilegiate. Tuttavia, il 17 gennaio, in una risposta coordinata a questo trasferimento, le bande hanno inscenato rivolte in diverse carceri, prendendo in ostaggio 47 uomini delle forze di sicurezza e giustificando le loro azioni in un video.

Il presidente Arévalo, al potere dal 2024 e sostenuto da una coalizione di sinistra, ha intrapreso blitz militari nelle carceri occupate, riprendendo il controllo delle strutture e arrestando il leader di Barrio 18, Aldo Duppie Ochoa Mejía, noto come El Lobo. Questo arresto è stato presentato come una vittoria significativa contro le bande.

Tuttavia, la reazione delle bande è stata di intensificare gli attacchi alla polizia, portando all’uccisione di dieci poliziotti e al ferimento di altri dieci. La dichiarazione dello stato di assedio mira a prevenire un’escalation della violenza, ma finora l’interazione militare è stata limitata a pattugliamenti, con risultati esigui: solo 23 arresti nei primi due giorni.

Il governo di Arévalo ha avanzato l’ipotesi che gli attacchi siano un tentativo di destabilizzare la sua amministrazione, che già affronta sfide politiche senza maggioranza parlamentare. Le prossime decisioni cruciali includono la nomina di un nuovo procuratore generale, magistrati della corte suprema elettorale e della corte costituzionale.

Il presidente ha accusato l’opposizione di destra guidata da Sandra Torres di perpetuare un sistema di corruzione e impunità, nonché l’ex procuratrice generale María Consuelo Porras di difendere interessi criminali attraverso azioni legali contro il suo governo.

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