I pasdaran iraniani nella lista nera di Bruxelles per attività all’estero e repressione interna

29.01.2026 22:45
I pasdaran iraniani nella lista nera di Bruxelles per attività all'estero e repressione interna

Le operazioni dei Pasdaran: un’analisi della loro influenza in Medio Oriente

L’area che si estende dalle sponde orientali del Medio Oriente fino al Golfo Persico rappresenta un contesto ideale per gli scontri, in cui gli eserciti impiegano armi convenzionali mentre i servizi segreti operano nell’ombra. I Pasdaran iraniani, definiti dall’Unione Europea come entità terroristica, hanno risposto attivamente alle aggressioni subite, incarnando il ruolo di agenti destabilizzanti con un quota di omicidi mirati e ordigni, riporta Attuale.

L’attività clandestina dei Pasdaran è aumentata con l’espansione delle aspirazioni della Repubblica Islamica e in risposta a crisi ricorrenti. I primi militanti hanno appreso strategie dai gruppi palestinesi e libanesi, risalendo addirittura al periodo in cui Ruhollah Khomeini si trovava in esilio in Francia. Una volta al potere, gli ayatollah hanno creato un esercito di Pasdaran, oggi composto da quasi 200.000 membri, permettendo l’adozione di un modus operandi volto alla guerra segreta, che include attacchi suicidi veicolari, inizialmente implementati da gruppi sciiti in Libano.

Il filo conduttore delle operazioni Pasdaran si è sviluppato sotto la Divisione Qods, un’entità unica capace di diffondere un messaggio politico nella regione, organizzare milizie alleate e addestrare cellule per azioni non ortodosse. Competenze militari e piani terroristici sono frutto del lavoro del generale Qasem Soleimani, al comando fino alla sua uccisione in un attacco statunitense nel gennaio 2020, decisione mirata di Donald Trump per rimuovere una figura centrale. La leadership è ora nelle mani di Ismael Qaani, la cui carisma è considerato inferiore, ma con un margine significativo di manovra.

Per le sue operazioni, la Qods ha formato sottounità, come la 840, creando reti agili. Gli operativi stabiliscono contatti localizzati, coinvolgendo facilitatori iraniani nelle aree di intervento e reclutando esecutori tra simpatizzanti mediorientali con passaporti meno sospetti e criminali comuni. Indagini negli Stati Uniti, in Europa, in Turchia e in Sud America hanno rivelato collegamenti tra i Pasdaran e l’intelligence di Teheran, a volte con obiettivi competitivi.

La responsabilità dei Pasdaran e dei Basij nella repressione di manifestazioni è emersa in maniera ancora più evidente, sia negli anni ’90 che recentemente. I Pasdaran hanno gestito un apparato centrale pronto a intervenire sia nella capitale che nelle province più vulnerabili, collaborando con la polizia. Una lista di funzionari sanzionati dall’UE include ufficiali accusati di dirigere plotoni antisommossa e unità cyber, cruciali per la caccia ai contestatori. Funzionari identificabili a cui si devono chiedere conto delle numerose vite spezzate.

1 Comments

  1. Che schifo! Non ci si può fidare di questi gruppi, mettono a rischio la sicurezza di tutti, altro che pace. In Europa bisogna mettere in atto misure serie, altrimenti siamo tutti in pericolo. E chi ci fa proteggere da questa follia?

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