Donald Trump annuncia una «settimana di tregua» in Ucraina, ma le attese sono basse
Donald Trump ha dichiarato una «settimana di tregua» in Ucraina a causa delle condizioni climatiche avverse. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nutre speranze, la sua cautela riflette il diffuso scetticismo anche tra le principali capitali europee. Negli ultimi dodici mesi, il comportamento del presidente americano nei confronti di Vladimir Putin è oscillato in modo preoccupante; nel frattempo, il leader russo ha mostrato una disponibilità verbale al dialogo, mentre prosegue con i bombardamenti devastanti delle città ucraine, riporta Attuale.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, Trump ha comunicato con Putin ben sette volte, a partire dal 18 marzo 2025. La comunicazione è aumentata in frequenza tra la primavera e l’estate, culminando nel colloquio faccia a faccia a Anchorage, Alaska, il 15 agosto. Durante questo periodo, la politica estera del presidente ha oscillato tra aperture diplomatiche e improvvisi scatti d’ira. In campagna, Trump aveva promesso di porre fine alla guerra in Ucraina «nel giro di 24 ore».
All’inizio del suo mandato, Trump ha tentato di inviare un messaggio distensivo a Mosca, ma ha anche intensificato le pressioni su Zelensky. Il 28 febbraio, Trump e il vicepresidente J.D. Vance hanno messo Zelensky in una situazione difficile durante una riunione drammatica allo Studio Ovale, sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo, comprese quelle russe.
Tuttavia, le operazioni militari russe non hanno rallentato, causando frustrazione a Washington. Il 24 aprile, Trump ha dichiarato su un social media: «Vladimir stop! Stanno morendo 5 mila soldati alla settimana». Due giorni dopo, c’è stata una potenziale svolta con un incontro tra Zelensky e Trump, che si sono seduti nella Basilica di San Pietro durante i funerali di Papa Francesco.
Questa occasione è stata vista come un momento decisivo, con la speranza che il governo americano potesse costringere Putin a negoziare. Tuttavia, le forze russe hanno continuato a bombardare l’Ucraina, spingendo Trump a sottolineare: «Putin non aveva alcun motivo per lanciare missili sui civili». Questo commento ha sollevato dubbi sulla reale intenzione di Putin di fermare il conflitto e ha indicato la necessità di un approccio più deciso, attraverso sanzioni.
La linea dura di Trump ha tenuto ancora un mese, ma a fine maggio ha descritto Putin come qualcuno che «è assolutamente impazzito! Se vuole conquistare tutta l’Ucraina, questo porterà alla caduta della Russia!». Nonostante ciò, Trump ha incaricato il suo inviato Steve Witkoff di rilanciare i negoziati con Mosca, preparando così un «vertice risolutivo» tra le parti.
Il vertice di Ferragosto in Alaska ha sorpreso molti osservatori per la sua ambientazione accogliente, con un lungo tappeto rosso. Tuttavia, come dimostrano i fatti, l’incontro non ha portato a risultati concreti. Trump ha ritirato la richiesta di un cessate il fuoco e ha annunciato un summit trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, che è ancora atteso. Ne consegue che la Casa Bianca ha continuato a oscillare, complicando le trattative diplomatiche e la stabilità del governo ucraino.
I negoziati sono proseguiti a rilento; a novembre, è emerso un «piano in 28 punti» elaborato da Witkoff e dai russi, ma risultava chiaramente sbilanciato a favore di Mosca. Zelensky, con l’appoggio europeo, ha elaborato un documento più equilibrato, ma il punto cruciale rimane l’impegno americano per la protezione militare dell’Ucraina, una volta raggiunta la pace.
Trump resta convinto che solo un ulteriore incontro con Putin potrebbe risolvere la crisi. Nonostante iniziali piani per un incontro in Ungheria, non si è giunti a nulla. La guerra persiste, così come i negoziati condotti da Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. I fatti freschi di ieri, giovedì 29 gennaio, indicano la richiesta di una tregua a causa del freddo. «Putin ha accettato», ha affermato Trump, mentre Zelensky ha avvertito che «i russi stanno preparando un altro grande attacco».
Ma che incredibile giro di eventi! Trump che parla di tregua mentre i russi continuano a bombardare… ma a chi vuole dare ascolto? È tutto un grande gioco politico. E l’Europa? Sembra guardare da lontano, impotente. Che situazione strana…!