I blogger russi che promuovono la propaganda di guerra: chi sono e quale ruolo giocano

31.01.2026 09:25
I blogger russi che promuovono la propaganda di guerra: chi sono e quale ruolo giocano

Il Ruolo Cruciale dei Blogger nel Conflitto Ucraino

Il panorama mediatico emergente attorno alla guerra in Ucraina è dominato da figure come Yuri Podolyaka, un ingegnere elettronico del 1975 che ha trovato la sua vocazione nel giornalismo politico-militare. Il suo canale Telegram, Il mondo oggi con Yuri Podolyaka, conta tre milioni di lettori e offre riflessioni sull’attuale tregua energetica. Ieri, ha dichiarato: «Trump ritiene di essere stato lui a negoziare tutto e che il nostro Presidente abbia acconsentito alla sua richiesta. In cambio, probabilmente ci saranno vantaggi per noi nell’ambito del grande gioco con gli Usa in altri settori. Posso ipotizzare che sarà sul fronte petrolifero», riporta Attuale.

Affianco a lui, Mikhail Zvinchuk, nato nel 1991 a Vladivostok e laureato all’Università militare, usa la sua esperienza come portavoce con il ministero della Difesa in Siria per informare il suo milione e mezzo di follower. Ieri, Zvinchuk ha commentato la tregua: «Concede solo pochi giorni al nemico, che difficilmente riuscirà a riparare le centrali termiche distrutte dagli attacchi prima dell’arrivo del freddo intenso. Tuttavia, nonostante la tregua, gli attacchi del nemico non cessano».

Un’altra voce influente è Aleksandr Kots, un giornalista con esperienza in conflitti globali che, su Kotsnews, ha accusato Zelensky di ostacolare la pace: «Fa di tutto per mandare all’aria i negoziati o almeno per rallentarli parecchio mentre finge di cercare la pace per non far arrabbiare Trump».

Queste personalità al centro della blogosfera russa hanno creato un canale alternativo di informazione per milioni di lettori e si oppongono ai media tradizionali. Noti come Z blogger, molti di loro hanno rapporti diretti con fonti militari e offrono aggiornamenti tempestivi su battaglie e sviluppi politici. I blogger agiscono come portavoce di un nazionalismo imperiale, spingendo la leadership politica e militare russa a mantenere una posizione aggressiva nella guerra.

Tra i più noti, Evgenij Poddubnyj, un corrispondente di guerra premiato con la Stella d’oro da Putin, ha elogiatociò che Lavrov ha affermato riguardo all’intervento della Russia contro il cosiddetto regime nazista di Kiev. Roman Alekhin, con 150 mila follower, ha recentemente avvertito sui rischi di un attacco indiscriminato, affermando che «non crei lealtà ma odio personale e duraturo».

In questo contesto, il panorama mediatico non si limita ai dati e alle dichiarazioni. La blogosfera russa sfrutta piattaforme social per influenzare l’opinione pubblica e promuovere un narrazione che enfatizza l’eroismo e la necessità di perseverare nella guerra, creando un legame tra la leadership e la popolazione che si sente coinvolta nella lotta. Questa dinamica rende essenziale un’analisi continua e una riflessione critica sul ruolo dei nuovi media in conflitti di tale portata.

1 Comments

  1. L’influenza dei blogger in questo conflitto è davvero inquietante. Sembra che stiano creando una realtà parallela, dove le loro posizioni spingono alla guerra invece di cercare la pace. Come si può pensare che un canale Telegram possa sostituire le fonti ufficiali? È un fenomeno che merita di essere osservato con molta attenzione!

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