Il controverso affresco di Giorgia Meloni nella basilica di San Lorenzo in Lucina
Il restauro di un affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma ha sollevato una polemica politica dopo che l’immagine di un angelo è stata interpretata come un omaggio al volto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’angelo, che regge un cartiglio con l’Italia, è stato notato in una cappella accanto al busto di Umberto II di Savoia, suscitando indignazione da parte dell’opposizione, che richiede chiarimenti al ministro della Cultura Alessandro Giuli, riporta Attuale.
L’opposizione, composta da Pd, M5s e Avs, ha richiamato l’attenzione sul Codice dei beni culturali e del paesaggio, che proibisce “alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici”. Di fronte a queste accuse, un sopralluogo della soprintendenza è stato considerato necessario. I membri di Fratelli d’Italia, invece, minimizzano la questione, etichettando le preoccupazioni come un “delirio mistico” della sinistra.
Giorgia Meloni ha reagito con ironia, affermando sui social che “no, decisamente non somiglio a un angelo”, mentre il restauratore Bruno Valentinetti, sotto accusa, ha respinto le affermazioni, sfidando a dimostrare che quell’angelo rappresenti la premier. “Ho fatto solo un restauro su un volto che c’era 25 anni fa”, ha dichiarato, ammettendo che il disegno originale fosse suo.
Risale a venticinque anni fa quando una giovane Giorgia Meloni, importante dirigente di Azione Giovani, era già una figura nota ma non ancora emersa nel panorama politico. Oggi, ormai affermata come la donna più potente d’Italia, l’effigie angelica nella Cappella Canaletti non può passare inosservata. Monsignor Daniele Micheletti, parroco della basilica, ha riconosciuto la somiglianza but has denied any intention of portraying a “meloniana” affiliation.
Questa situazione rappresenta sicuramente una pubblicità inaspettata per Meloni. Il suo viso che assume le sembianze di un’angelica figura simbolizza il connubio tra sacro e profano e il potere politico. Tuttavia, alcuni osservatori notano che la cappella fu voluta da monarchici, il che aggiunge un ulteriore strato di complicazione a questa dinamica politica attuale.
Giorgio Caccamo