In Polonia un divorzio non ufficiale riapre il dibattito sulla legittimità dei giudici nominati da Diritto e Giustizia

02.02.2026 09:45
In Polonia un divorzio non ufficiale riapre il dibattito sulla legittimità dei giudici nominati da Diritto e Giustizia

Coppia divorziata scopre di essere ancora sposata a causa di un errore giudiziario in Polonia

Il mese scorso a Giżycko, una città nel nord ovest della Polonia, una coppia divorziata ha scoperto che il loro divorzio non era mai avvenuto ufficialmente. Durante una visita al tribunale per completare le pratiche burocratiche, il giudice ha stabilito che formalmente risultavano ancora sposati. La situazione è emersa a causa della gestione della loro pratica da parte di un «neo-giudice», nominato dopo la riforma della giustizia del 2017, da parte del partito Diritto e Giustizia, noto per l’approccio autoritario al governo dal 2015 al 2023, riporta Attuale.

L’attuale governo di Donald Tusk, che si identifica come europeista di centrodestra, considera illegittimi i neo-giudici e, quindi, anche tutte le loro decisioni. Ogni anno in Polonia si registrano circa 57mila divorzi, molti dei quali gestiti da giudici nominati sotto la riforma di Diritto e Giustizia. Non si conosce con precisione quante sentenze siano state annullate, ma il numero potrebbe essere elevato e aumentare in futuro.

Nel 2017, la riforma di Diritto e Giustizia ha trasferito al parlamento il potere di nominare oltre la metà dei membri del Consiglio nazionale della magistratura (KRS), che era precedentemente eletto da altri giudici. In seguito, ulteriori riforme hanno amplificato il controllo di Diritto e Giustizia sulla magistratura e i tribunali, provocando conflitti istituzionali con l’Unione Europea, la quale ha giudicato tali riforme incompatibili con la separazione dei poteri.

Da due anni, il governo di Tusk, insediatosi a fine 2023, sta tentando di rovesciare queste riforme, ma ha incontrato resistenza da parte dell’ex presidente Andrzej Duda e del suo successore Karol Nawrocki, attualmente in carica. Entrambi i leader appartengono a Diritto e Giustizia e hanno rifiutato di firmare numerosi provvedimenti del governo per modificare il sistema creato dai precedenti governi. Negli ultimi mesi, Nawrocki ha ottenuto notorietà per il suo rifiuto di approvare una serie di riforme giudiziarie necessarie, comprese le nomine di giudici suggerite dal governo di Tusk.

In questo contesto caotico, alcuni tribunali hanno iniziato a prendere decisioni in autonomia, basandosi sulla propria interpretazione della legittimità delle sentenze emesse dai neo-giudici. Ciò ha portato a situazioni complicate, come quella della coppia di Giżycko, che ora ha due opzioni: fare ricorso contro la decisione del tribunale o riaprire una pratica di separazione.

Diritto e Giustizia, ora all’opposizione, sta approfittando della situazione della coppia di Giżycko per attaccare il governo di Tusk, sostenendo che le sue azioni porteranno la Polonia verso un collasso istituzionale. L’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro, attore principale delle riforme di quegli anni e attualmente in esilio a Budapest, ha accusato il governo di voler scatenare «il caos e l’anarchia» per disfare le sue riforme, nonostante ciò possa generare ulteriori problemi per la popolazione. Questa è una strategia diretta a riconquistare consensi in vista delle prossime elezioni parlamentari, previste per l’anno prossimo, mentre la coalizione di Tusk continua a essere in vantaggio nei sondaggi.

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