Più visti giapponesi ai cittadini russi nonostante il regime sanzionatorio del G7

02.02.2026 14:45
Più visti giapponesi ai cittadini russi nonostante il regime sanzionatorio del G7
Più visti giapponesi ai cittadini russi nonostante il regime sanzionatorio del G7

Il 1° febbraio 2026 è stato reso noto che il Giappone aprirà nuovi uffici consolari a Mosca e San Pietroburgo per la ricezione delle domande di visto da parte dei cittadini russi. Le strutture inizieranno a operare dal 12 febbraio, ampliando in modo significativo l’accesso ai visti giapponesi in un momento in cui la Russia resta sottoposta a un ampio regime di sanzioni internazionali. La decisione ha già stimolato un aumento della domanda turistica verso il Giappone all’interno della Federazione Russa.

Secondo quanto riportato dai media, l’apertura dei nuovi centri consolari è accompagnata da procedure semplificate e dalla gratuità dei visti, un approccio che distingue Tokyo dalla maggior parte dei partner occidentali. I dettagli sull’avvio delle attività consolari e sulle modalità di presentazione delle domande sono stati diffusi anche in un’analisi dedicata ai centri visti giapponesi in Russia, che ha evidenziato il potenziale impatto della misura sui flussi di viaggio.

La scelta arriva nonostante l’allineamento formale del Giappone alle sanzioni adottate dal G7 dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 e i successivi pacchetti restrittivi introdotti negli anni seguenti.

Una divergenza rispetto alla linea seguita dagli altri partner del G7

Dall’inizio della guerra, Tokyo ha sostenuto pubblicamente il quadro sanzionatorio occidentale, estendendo le restrizioni a imprese, individui, beni e tecnologie. Tuttavia, l’aumento del numero di visti concessi ai cittadini russi e l’assenza di ostacoli procedurali rilevanti indicano una discrepanza tra l’impostazione politica generale e la pratica consolare.

Al contrario, altri membri del G7, tra cui l’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito, hanno scelto di rendere più rigide o di sospendere le procedure di rilascio dei visti turistici e d’affari ai cittadini russi. In Europa, numerosi Stati hanno eliminato le agevolazioni per i visti Schengen a ingressi multipli, riducendo in modo sostanziale la mobilità internazionale dei cittadini della Federazione Russa.

In questo contesto, l’espansione dei servizi consolari giapponesi rischia di apparire come un’eccezione che indebolisce la coerenza della politica sanzionatoria collettiva, creando un canale alternativo di viaggio per i cittadini russi.

Rischi di elusione delle restrizioni e implicazioni strategiche

L’aumento dei flussi turistici verso il Giappone potrebbe generare nuove opportunità per l’aggiramento delle sanzioni. Viaggiatori formalmente classificati come turisti potrebbero trasportare beni, componenti o tecnologie soggetti a divieti di esportazione, sfruttando controlli doganali meno stringenti rispetto ai canali commerciali tradizionali.

Questa dinamica solleva preoccupazioni tra i partner occidentali, che temono la creazione di schemi “grigi” capaci di compensare le restrizioni imposte a livello economico e industriale. Il rischio riguarda non solo l’efficacia delle sanzioni, ma anche la loro credibilità come strumento sistemico di pressione.

Parallelamente, l’apertura dei centri visti può essere sfruttata sul piano comunicativo. I media statali russi e i rappresentanti del Cremlino potrebbero presentare la decisione giapponese come prova del presunto indebolimento delle sanzioni e di un progressivo ritorno alla normalità dei rapporti internazionali.

La necessità di una maggiore armonizzazione tra alleati

La differenza tra l’approccio giapponese e quello adottato dagli altri Paesi del G7 evidenzia l’esigenza di coordinare in modo più stretto le politiche sui visti. L’assenza di criteri comuni rischia di creare “oasi turistiche” per i cittadini russi, capaci di attenuare l’impatto complessivo delle misure restrittive.

Per molti governi occidentali, limitare la mobilità internazionale non è una misura simbolica, ma parte integrante di una strategia volta a garantire che le sanzioni producano effetti coerenti e non possano essere aggirate attraverso canali paralleli. In questo quadro, il dialogo con Tokyo diventa centrale per chiarire che l’apertura dei visti può essere utilizzata come strumento di pressione strategica dal Cremlino, andando oltre finalità puramente culturali o umanitarie.

La questione dei visti giapponesi ai cittadini russi si inserisce così in un dibattito più ampio sulla tenuta del fronte sanzionatorio e sulla capacità del G7 di agire come blocco unitario di fronte a una guerra che continua a ridefinire gli equilibri della sicurezza internazionale.

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