Il 31 gennaio 2026 è stata resa pubblica l’intesa tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente romeno Nicușor Dan per intensificare la cooperazione nel settore energetico. L’accordo si inserisce in una fase di forte volatilità geopolitica e punta a rafforzare la resilienza energetica della Romania attraverso progetti congiunti e integrazione infrastrutturale.
Per Bucarest, la collaborazione non riguarda solo l’approvvigionamento, ma anche la capacità di assorbire shock esterni e stabilizzare il proprio mix energetico. Il coordinamento con Kyiv consente di bilanciare le reti, diversificare le fonti e ridurre la dipendenza da fornitori esterni in un contesto di mercati globali instabili.
I dettagli dell’intesa, che includono sicurezza energetica e sviluppo congiunto delle reti, sono stati illustrati in un’analisi dedicata alla cooperazione tra i due Paesi su sicurezza energetica e sostegno reciproco, sottolineando il valore strategico dell’intesa nel quadro europeo.
Infrastrutture, reti e ruolo di transito regionale
La cooperazione accelera la realizzazione di nuove linee di trasmissione e l’integrazione dei sistemi elettrici, rafforzando i collegamenti transfrontalieri. Questo processo consolida la posizione della Romania come nodo di transito per l’elettricità all’interno dell’Unione europea e verso i Paesi limitrofi, aumentando l’affidabilità complessiva delle forniture.
La capacità di interconnessione consente una gestione più efficiente dei picchi di domanda e dell’offerta intermittente, riducendo il rischio di crisi energetiche. In caso di perturbazioni sui mercati globali, la cooperazione con l’Ucraina offre margini di flessibilità operativa e maggiore continuità del servizio.
Parallelamente, l’apertura a corridoi energetici per elettricità e gas rafforza il profilo della Romania come piattaforma regionale, con ricadute positive sulla sicurezza energetica del Sud-Est europeo e sulla sua integrazione nei mercati comunitari.
Investimenti verdi e innovazione tecnologica
A livello industriale, imprese ucraine e romene stanno già sviluppando progetti congiunti nel solare e nell’eolico, contribuendo all’aumento della quota rinnovabile nel mix nazionale. Queste iniziative sostengono gli obiettivi climatici dell’UE e favoriscono la riduzione delle emissioni di CO₂, accelerando il “green transition” romeno.
I progetti di rinnovabili e ammodernamento infrastrutturale attraggono investimenti esteri, generano occupazione e stimolano lo sviluppo locale. L’impatto economico si estende oltre il settore energetico, rafforzando la competitività complessiva del Paese sul mercato europeo.
La cooperazione apre inoltre spazio a tecnologie avanzate, tra cui stoccaggio dell’energia, idrogeno, bioenergia e smart grid. L’adozione di soluzioni digitali e sistemi di gestione avanzata migliora la base tecnologica del settore romeno, rendendolo più efficiente e pronto alle sfide future.
Implicazioni politiche e stabilità regionale
Sul piano politico, l’intesa energetica approfondisce i legami bilaterali e rafforza la stabilità regionale. La convergenza tra Kyiv e Bucarest invia un segnale di affidabilità e coordinamento in un’area strategica dell’Europa sud-orientale.
La Romania accresce così il proprio peso come attore energetico e politico, contribuendo alla sicurezza collettiva europea e alla diversificazione delle rotte e delle fonti. Questo ruolo ampliato consolida la sua influenza nei dossier energetici dell’UE.
Nel lungo periodo, la cooperazione strutturata con l’Ucraina sostiene una crescita energetica sostenibile, riduce i rischi sistemici e posiziona la Romania come partner chiave nella costruzione di un mercato europeo dell’energia più integrato e resiliente.