Violenza politica in Italia: l’analisi di Luciano Violante
Roma, 3 febbraio 2026 – I fatti di Torino ripropongono la questione della violenza politica in Italia. L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, che ha seguito l’evolversi del conflitto dagli anni Settanta, sottolinea come la situazione attuale non possa essere generalizzata. “Askatasuna si è messa fuori legge con le proprie mani. E la vicenda, gravissima, non può essere portata a caso nazionale. Ciò non toglie, però, che ci sia un contesto più complessivo che ci fa respirare violenza”, riporta Attuale.
Violante attira l’attenzione su un clima di violenza crescente, menzionando eventi drammatici come la guerra in Ucraina, la distruzione di Gaza e le morti nel Mediterraneo. “C’è un clima di violenza attorno a noi che ci tocca”, afferma. A suo avviso, la preoccupazione maggiore deriva da “quelli che non hanno capito che finiva come è finita. Si tratta di irresponsabili”, specificando che si riferisce a membri del ceto intellettuale che hanno partecipato a manifestazioni con una comprensione limitata delle conseguenze.
La procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, ha sollevato interrogativi sulla responsabilità dell’upper class. “Si tratta di settori che hanno un atteggiamento giustificazionista”, precisa Violante, sottolineando la necessità di distinguere tra il diritto di manifestazione e l’uso di tale diritto per distruggere. “Quando sai che vengono dalla Francia, dalla Germania e da altri paesi in massa, non puoi non domandarti se vengono per fare una passeggiata lungo il Po o per sfasciare la città”, aggiunge, esprimendo stupore per quella che definisce “ingenuità”.
In merito al legame tra la sinistra e i movimenti radicali, Violante osserva che “la violenza appartiene purtroppo a tutte le culture politiche” e non sa se i colpevoli siano di sinistra o di destra. “A me sembra che ci sia un contesto complessivo di violenza”, afferma. Le risposte da parte di alcuni esponenti della sinistra sono considerate da lui come aberranti, “non c’è nulla di più lontano dalla sinistra degli anarchici”.
Sul tema della violenza politica e delle sue implicazioni, Violante respinge le teorie che associano tali eventi ai piani autoritari della destra e del governo Meloni: “Queste a mio avviso sono sciocchezze propagandistiche”. Riguardo all’annunciato nuovo decreto sicurezza del governo, osserva: “Può darsi che qualche misura serva, senza esagerare”, benché esprima dubbi sull’utilità di nuove leggi e ritenga che l’ordine non si raggiunga attraverso le sole regole. “Si tratta di un’illusione repressiva, secondo la quale più repressione porta più ordine, ma non funziona, non è così”, conclude.