Fatti di Torino: scontri durante manifestazione contro sgombero
Un grave scontro tra manifestanti e forze dell’ordine si è verificato a Torino durante una manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto dopo una lunga tolleranza a illegalità accertata, riporta Attuale.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha riferito alla Camera dei deputati che il dispositivo di sicurezza predisposto ha evitato “problemi peggiori”, esprimendo solidarietà agli agenti feriti negli scontri. La manifestazione, indetta da esponenti di movimenti antagonisti, ha destato preoccupazione già nei giorni precedenti alla sua realizzazione.
Analisi degli scontri
Piantedosi ha spiegato che la questura di Torino era stata avvertita in merito alla manifestazione tramite email inviata il 23 gennaio, nella quale i promotori preannunciavano la mobilitazione. Lamentando la vicinanza dei manifestanti a movimenti eversivi, il ministro ha rivelato che circa “1.500 soggetti si sono staccati per dirigersi verso la polizia”, dando inizio a violenze che hanno coinvolto anche un agente del reparto mobile di Padova.
Il bilancio finale riporta “108 feriti tra le forze dell’ordine”, con 27 persone sottoposte a fermo e tre arrestate per violenza, tra cui un 22enne denunciato per rapina. Piantedosi ha sottolineato che l’analisi delle informazioni e la preparazione di un protocollo di sicurezza hanno permesso di “intercettare preventivamente l’arrivo di manifestanti violenti” e ridurre fortemente il numero degli aggressori. Sono state controllate 800 persone, con oltre 50 stranieri, emettendo 7 daspo e 30 fogli di via.
Riflessioni sulla sicurezza e sulla violenza
Il titolare del Viminale ha espresso forte preoccupazione per la situazione attuale, affermando che i dati dimostrano una “crescente propensione ad aggredire i poliziotti”. Ha anche avvertito di una strategia ben pianificata che mira ad aumentare la violenza, ricordando dinamiche storiche di squadrismo e atti terroristici. “Non ci troviamo più di fronte a una semplice espressione di dissenso, ma a una strategia di eversione dell’ordine democratico,” ha aggiunto, esortando a garantire che i responsabili siano portati alla giustizia.