Roberto Vannacci accusa la Lega di tradimento dei valori e presenta la sua visione sulla “remigrazione”
Modena, 5 febbraio 2026 – “Per chi associa la parola remigrazione a svastiche, simboli Ss, scarponi o vagoni chiusi e piombati ora vi chiedo se qualcuno, in questa sala, risponde a questa descrizione perché vedo solo na testa pelata ma congenita. Quindi vi stanno raccontando balle”. Così ha esordito il generale Roberto Vannacci durante la sua giornata a Modena, organizzata all’indomani del suo distacco dalla Lega. Vannacci ha descritto il partito come un “taxi su cui ero salito ma poi ha cambiato direzione”. L’incontro si è svolto in un hotel di periferia a Baggiovara, dove più di 350 persone lo hanno accolto, con almeno tremila che avevano manifestato interesse a partecipare alla presentazione della ‘remigrazione’, un concetto proposto dallo stesso europarlamentare e fondatore di Futuro Nazionale, riporta Attuale.
Prima di parlare con i presenti, Vannacci ha risposto alle accuse di incoerenza mosse nei suoi confronti da Matteo Salvini. “Io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall’inizio, ancora prima della mia vita politica. È la Lega che dice stop alle armi a Kiev ma poi vota il decreto, che dice no al Mercosur ma sta in un governo che lo promuove, che prometteva di abolire la legge Fornero e poi taglia le pensioni”, ha dichiarato il generale.
In questa occasione, Vannacci ha accusato apertamente la Lega di aver tradito i propri valori. “Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione”, ha spiegato. Sebbene non si sia voluto sbilanciare sulle possibili alleanze future, ha affermato che la nuova entità politica “è interlocutore naturale della destra”. Tuttavia, non ha esitato a criticare il centrodestra per la sua incoerenza, esprimendo l’intenzione di fungere, con immagine militare, da “sveglia” per i suoi membri. “Spero che qualcuno si svegli e dica ‘abbiamo preso una direzione sbagliata, meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori’”, ha aggiunto.
Vannacci ha poi ribadito la sua coerenza con i valori personali, dichiarando: “Non ho abbandonato il posto di combattimento – sono io a presidiarlo ed ecco perché ho fondato un soggetto politico che rispondesse ai miei valori”. Ha commentato riguardo a un sondaggio che indicava un partito al 4,2%: “Mica male come rampa di lancio”, ha affermato citando il dato di YouTrend.
Non ha espresso l’intenzione di lasciare il suo seggio in Europa, affermando: “Chi dice che dovrei farlo non conosce la Costituzione che all’articolo 67 dice che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione con la N maiuscola ed esercita le proprie funzioni senza vincoli di mandati. Il mandato è in capo all’eletto, non in capo al partito”. Riguardo alla ‘remigrazione’, Vannacci ha spiegato: “Un fenomeno sempre esistito. Non è vero che è un termine coniato dalla destra estrema. I fattori che la influenzano? Il ricongiungimento familiare, ad esempio. È più probabile che uno straniero torni nel proprio Paese d’origine se la famiglia si trova ancora là. Quindi, se vogliamo ‘stimolarla’, non va ‘appoggiato’ il ricongiungimento. La remigrazione è volta a contrastare le politiche scellerate di immigrazione attuate in Europa negli ultimi anni. Abbiamo portato il terzo mondo e siamo diventati il terzo mondo”.
La giornata modenese di Vannacci si è infine conclusa con una cena che ha onorato la tradizione culinaria locale, servendo gnocco fritto, aceto balsamico, tortelloni vecchia Modena e zuppa inglese.