Ergastolo per gli imputati del rapimento e omicidio di Cristina Mazzotti dopo cinquant’anni
EUPILIO (Como) La Corte d’Assise di Como ha emesso una sentenza di ergastolo per Demetrio Latella e Giuseppe Calabrò, riconoscendo il loro coinvolgimento nel rapimento e omicidio della giovane Cristina Mazzotti, avvenuto il 30 giugno 1975. Il terzo imputato, Antonio Talia, è stato assolto, ritenuto estraneo ai fatti, riporta Attuale.
La 18enne Cristina era stata sequestrata mentre viaggiava con amici a bordo di una Mini Minor, costretti a seguire un gruppo di uomini fino a Appiano Gentile. La giovane fu la prima donna rapita dall’Anonima sequestri nel Nord Italia e non fece mai ritorno. La vittima fu trovata morta, sotterrata e imbottita di sedativi. Le indagini, inizialmente infruttuose, sono state riaperte grazie all’impronta di Latella rinvenuta sulla Mini.
Durante il processo, Calabrò e Latella sono stati accusati di concorso nell’omicidio e condannati, mentre il reato di sequestro di persona è stato dichiarato prescritto. In aula erano presenti circa settanta studenti delle scuole superiori di Como e Milano, un sostegno significativo per la famiglia di Cristina.
Dopo la lettura della sentenza, i familiari di Cristina hanno espresso la loro gratitudine per il supporto dei giovani: “Bisogna essere corretti e con la coscienza pulita. Siamo sollevati, finalmente, dopo tanti anni. La presenza dei ragazzi è stata molto importante e dimostra che c’è chi ancora crede nella giustizia.” Gli avvocati della parte civile hanno descritto la sentenza come “una bella pagina per la giustizia”, sottolineando l’attesa di oltre 50 anni per un’inchiesta che ha avuto solo brandelli di verità. Francesco Maria Nucera, legale di Talia, ha affermato: “Finisce un incubo durato 16 anni; non ho mai dubitato dell’estraneità di Talia: è un uomo anziano, malato, distrutto.”