Financial Times: «Mosca aggira le sanzioni sui pagamenti esteri con finti rubli»
Il Financial Times ha rivelato che la Russia ha sviluppato una rete complessa di pagamenti paralleli, consentendo a imprese e intermediari di trasferire miliardi di rubli oltre confine, aggirando così le sanzioni occidentali. Al centro dell’inchiesta ci sono banconote di finti rubli, definiti «simili ai soldi del Monopoli», emesse da A7, una società di pagamenti associata al Cremlino, fondata alla fine del 2024 dalla banca statale Promsvyazbank e dall’oligarca moldavo Ilan Shor, riporta Attuale.
A7 è rapidamente diventata uno strumento cruciale per Mosca, facilitando i pagamenti transfrontalieri dopo che numerose banche russe sono state escluse dal sistema Swift a causa delle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina. Questo meccanismo combina le banconote A7, cambiali, contante e criptovalute, consentendo che i ‘soldi’ possano essere riscattati in rubli in Russia o in valuta estera all’estero attraverso reti informali coordinate via Telegram.
Nei primi sei mesi di attività, A7 ha gestito oltre 7.500 miliardi di rubli di transazioni, corrispondenti a circa 100 miliardi di euro, coprendo quasi un quinto delle operazioni di commercio estero delle imprese russe. A7 ha sostituito numerosi intermediari informali sorti dopo l’introduzione delle sanzioni, affermando di detenere a dicembre circa il 19% del volume totale delle operazioni di commercio estero delle aziende russe.
Nonostante le sanzioni imposte da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea nel 2025, A7 ha aperto uffici in almeno due paesi africani e ha piani di espansione in tutte le principali città russe. Durante un recente evento a Vladivostok, il presidente russo Vladimir Putin ha partecipato a distanza. Le banconote A7 presentano skyline stilizzati di città russe e hanno un valore nominale fino a circa 5.000 dollari, pubblicizzate su Telegram come servizio per i turisti russi.
L’estero può convertire i titoli grattando una pellicola argentata per rivelare un codice QR, da inviare a un bot Telegram, il quale assicura la consegna di contanti. Attualmente, il servizio sembra operativo per incassare in dirham a Dubai e dollari a Istanbul. Inoltre, le banconote possono essere convertite in A7A5, una criptovaluta ancorata al rublo, lanciata da A7 e Promsvyazbank come la prima stablecoin russa, pubblicizzata come garantita da depositi presso la banca statale.
Secondo la società di analisi blockchain Elliptic, circa 2.300 banconote sono già state scambiate in A7A5, per un valore totale di 8,6 milioni di dollari e il volume aggregato delle transazioni di questa stablecoin ha superato i 100 miliardi di dollari dal suo lancio all’inizio del 2025. Durante un webinar per le piccole e medie imprese, i rappresentanti di A7 hanno spiegato che gli importatori possono acquistare cambiali A7 da consegnare ai fornitori stranieri, come in Cina, come forma di «pagherò» garantito dal diritto russo, con A7 che si occupa di regolare l’operazione al di fuori del sistema bancario tradizionale e senza ricorrere a Swift.
A7A5 è riconosciuta ufficialmente dalla banca centrale russa, legittimandone l’uso nel commercio estero e favorendo l’adozione per eludere le limitazioni sui pagamenti internazionali. Documenti interni attribuiti a A7, emersi dopo un presunto attacco informatico, delineano un meccanismo che sfrutta contante, cambiali e criptovalute attraverso catene complesse di società, inclusi soggetti registrati in Kirghizistan. Inoltre, Elliptic e la società di intelligence blockchain TRM Labs indicano che i portafogli associati ad A7 hanno effettuato transazioni in criptovalute per circa 56 miliardi di dollari, con ulteriori flussi transitati tramite soggetti intermedi associate a società di comodo o partner commerciali in Cina, Sud-est asiatico e Sudafrica.