Lucca, 6 febbraio 2026 – Una famiglia intera, composta da padre, madre e due figli, è stata uccisa dal monossido di carbonio in un tragico incidente verificatosi mercoledì sera a Porcari. Una telefonata concitata al 112 effettuata dal figlio maggiore, Hadjar Kola, intorno alle 20.30, ha chiesto disperatamente aiuto, segnalando un’emergenza in corso. Tuttavia, quando i soccorsi sono giunti sul posto, era già troppo tardi, riporta Attuale.
Il dramma ha colpito la famiglia Kola, formata da Arti Kola, 48 anni, la moglie Jonida Kola, 43 anni, il figlio di 22 anni, Hadjar, e la figlia di 15 anni, Xhesika, studentessa delle scuole medie. Le esalazioni letali sono state originate da una caldaia nuova, installata dal proprietario di casa, ma che si è rivelata fatale. L’intero nucleo familiare è stato trovato privo di vita nella loro abitazione a causa delle esalazioni tossiche.
Chi erano le vittime
Porcari è in lutto per la tragica scomparsa della famiglia Kola, distrutta da una serie di coincidenze fatali. La caldaia, apparentemente nuova, era stata installata recentemente da Arti Kola e ha rilasciato esalazioni di monossido di carbonio fatali. Tutti e quattro i membri della famiglia sono stati trovati senza vita, gettando nell’incredulità amici e vicini.
Il terribile equivoco
Un grave malinteso ha ritardato l’arrivo dei soccorsi. Tra la chiamata del giovane e l’intervento dei soccorritori è passata circa un’ora a causa di un errore sull’indirizzo fornito. Quando i volontari hanno tentato di richiamare il ragazzo per ulteriori indicazioni, non hanno ricevuto risposta, alimentando dubbi sulla veridicità della chiamata.
I soccorritori, allertati dai carabinieri, hanno faticato a localizzare l’abitazione poiché Hadjar si era trasferito da poco tempo. Grazie all’intervento dei militari, l’indirizzo corretto è stato finalmente identificato, ma nel frattempo preciouso tempo è andato perduto.
L’arrivo dello zio e il malore
All’arrivo dello zio Durim, insieme a due carabinieri, la situazione si è rivelata tragica. I corpi della famiglia erano già privi di vita, stesi a terra in una camera sopraffatta dal monossido di carbonio. Durim ha accusato un malore durante il soccorso, così come i due carabinieri, che hanno dovuto lasciare l’abitazione per evitare ulteriori intossicazioni.
Dopo un veloce ricovero all’ospedale, Durim è ora fuori pericolo e i carabinieri sono stati dimessi dopo un trattamento di ossigeno. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, hanno subito identificato la saturazione dell’abitazione da gas tossici.
L’inchiesta della procura
La dottoressa Paola Rizzo ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo plurimo. Gli esperti dovranno verificare la causa esatta delle esalazioni letali e se siano state rispettate le normative riguardanti l’installazione della caldaia. È già emerso che i certificati di installazione non sono stati forniti e si pensa che Arti abbia realizzato autonomamente l’impianto.
Slitta la data dei funerali
In attesa di ulteriori accertamenti, i funerali delle vittime sono posticipati. Le analisi devono fornire risposte definitive, mentre resta da chiarire la gestione dei tempi dei soccorsi. Tuttavia, fino ad ora, sembra che la famiglia Kola abbia subito un tragico incidente di mala sorte piuttosto che una negligenza evidente.
è una cosa devastante, non ci sono parole per descrivere il dolore di una perdita così grande. Una caldaia nuova che doveva portare calore, e invece ha portato solo tragedia. Mah, il mondo è pieno di coincidenze terribili… si deve fare più attenzione!