Blocco di Starlink per le forze russe in Ucraina: conseguenze significative sul campo
I soldati russi impegnati al fronte in Ucraina hanno perso l’accesso a Starlink, il sofisticato sistema satellitare per comunicazioni militari gestito da SpaceX di Elon Musk. Questa misura è stata adottata su richiesta del governo ucraino, a causa del fatto che l’esercito russo utilizzava Starlink in modo illecito. La perdita di questa tecnologia potrebbe rivelarsi estremamente impattante per le operazioni russe, riporta Attuale.
Starlink è composto da una rete di circa settemila satelliti che fornire connessione internet ai terminali di ricezione a terra, utilizzato dall’Ucraina dall’inizio del conflitto. I terminali sono formati da una piccola antenna portatile che capta il segnale satellitare, collegata a un router per gestire la connessione. A causa delle sanzioni statunitensi, i russi non potevano acquistare i terminali ufficialmente, ma li hanno trafugati e inviati clandestinamente al fronte, consentendo così ai propri soldati di connettersi.
Recentemente, i russi hanno iniziato a installare terminali Starlink sui droni, un’operazione che garantiva una connessione più affidabile e duratura tra i droni e i piloti. Ciò ha suscitato preoccupazioni tra le forze ucraine, nonostante il numero attuale di droni russi equipaggiati con questa tecnologia rimanga limitato.
Funzionari e blogger militari russi hanno notato la perdita della connessione internet da mercoledì a giovedì. Il blogger Boris Rozhin ha commentato che «Sì, ci saranno delle conseguenze sul campo» e ha sottolineato che «al momento non ci sono alternative» a Starlink.
Attualmente, molte unità russe si trovano isolati e privi di mezzi per coordinarsi con il resto dell’esercito. La mancanza di Starlink rappresenta un rischio significativo per la sicurezza delle loro comunicazioni, essendo questo sistema molto più difficile da intercettare rispetto alle comunicazioni radio tradizionali. Senza un’alternativa valida, i soldati russi si trovano in una posizione vulnerabile, temendo che le loro comunicazioni possano essere monitorate dagli ucraini.
Serhii Beskrestnov, un consigliere del ministero della Difesa ucraino, ha dichiarato che senza Starlink «le operazioni d’assalto [dei russi] si sono bloccate in molte aree». Tuttavia, non è possibile verificare in modo indipendente queste affermazioni.
Le trattative con Elon Musk per il blocco di Starlink ai russi sono state gestite da Mykhailo Fedorov, il nuovo ministro della Difesa ucraino, ex imprenditore nel settore tecnologico. Il governo ucraino ha stilato una lista di terminali autorizzati, che devono registrarsi; quelli non registrati su questa lista saranno disattivati automaticamente se operano nelle zone di conflitto.
Questa situazione ha comportato anche difficoltà per le forze ucraine, in quanto alcune unità non sono riuscite a registrarsi in tempo e hanno perso temporaneamente l’accesso a Starlink. Inoltre, Starlink è utilizzato da civili in Ucraina e in altri paesi, inclusa l’Italia, il che ha causato ulteriori complicazioni con le registrazioni. Tuttavia, il ministro Fedorov ha assicurato che la lista dei terminali autorizzati è in fase di aggiornamento continuo.
SpaceX ha aggiunto ulteriori restrizioni: i terminali Starlink in movimento a oltre 75 chilometri orari vengono disattivati automaticamente, cercando così di ostacolare l’uso dei terminali sui droni russi.
Contemporaneamente, la Russia sta esplorando alternative a Starlink, con il governo che ha annunciato l’intenzione di sviluppare una propria rete satellitare per le comunicazioni internet. Tuttavia, il completamento di tale progetto richiederà anni.
Il blocco di Starlink avviene in un contesto di tensione tra Russia e Stati Uniti, caratterizzato da segnali di rinnovato dialogo ma anche da aspre provocazioni. Giovedì scorso, i due paesi hanno annunciato la ripresa delle comunicazioni di alto livello, interrotte dal 2021, creando un canale diretto tra gli eserciti e i ministeri della Difesa.
Tuttavia, sempre giovedì è scaduto il trattato New START, l’ultimo accordo sul controllo delle armi nucleari, sollevando dubbi sulla gestione della competizione tra le due potenze nel futuro.