Mercato nero di sigarette a Gaza: arrestato Bezalel Zini, fratello del capo dello Shin Bet

06.02.2026 11:35
Mercato nero di sigarette a Gaza: arrestato Bezalel Zini, fratello del capo dello Shin Bet

Scandalo di Contrabbando di Sigarette a Gaza Coinvolge Soldati Israeliani

Un’indagine su contrabbando di sigarette a Gaza ha portato all’arresto di diversi soldati israeliani, coinvolti nella vendita di pacchetti di sigarette che, a causa del conflitto, sono diventati beni di lusso, costando fino a 250 euro. Le autorità israeliane hanno escluso i tabacchi dall’elenco dei beni essenziali che possono entrare nella Striscia. Secondo un rapporto dell’intelligence, Hamas gestisce il mercato nero per finanziare le proprie operazioni, riporta Attuale.

Inizialmente considerata un’indagine di routine, l’operazione si è trasformata in uno scandalo nazionale quando è emerso che tra gli arrestati figurava Bezalel Zini, il fratello del capo del servizio di intelligence Shin Bet, David Zini. I funzionari hanno sottolineato che le accuse includono anche “aver aiutato il nemico in tempo di guerra”, che alcune fonti descrivono come un caso di tradimento.

I dettagli dell’indagine rivelano che almeno dodici soldati, sia attivi che riservisti, hanno trasferito beni di valore, inclusi cellulari e parti di auto, a palestinesi. Questi materiali, bloccati dall’ingresso a Gaza, sono ritenuti di potenziale uso militare.

Le operazioni di contrabbando avvenivano lungo la linea gialla, che segna la separazione tra le truppe israeliane e i territori controllati da Hamas. I soldati, in uniforme e a bordo di veicoli militari, si muovevano liberamente per effettuare i trasferimenti.

Bezalel Zini è accusato esclusivamente del traffico di sigarette. “Il valore del tabacco ha superato quello di droni o materiali a doppio uso”, ha commentato un ufficiale di polizia, enfatizzando come i balzelli imposti da Hamas sui pacchetti contribuiscano a rafforzare l’organizzazione per futuri conflitti.

La tregua, in vigore dall’ottobre scorso, continua a vacillare. Nelle ultime ore, colpi di artiglieria nel campo profughi di Khan Younis hanno causato la morte di 23 persone, tra cui 7 minori, mentre l’esercito israeliano rispondeva a un attacco contro una sua postazione, evidenziando la fragile stabilità della situazione nella regione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere