15enne picchiato dai genitori per voti bassi chiama la polizia dopo consulto con l’AI

06.02.2026 18:55
15enne picchiato dai genitori per voti bassi chiama la polizia dopo consulto con l'AI

Roma, 6 febbraio 2026 – Un ragazzino di 15 anni, residente a Novara, ha subito un calvario di violenze domestiche per anni, con punizioni fisiche per il suo rendimento scolastico. Le aggressioni, che includevano frustate con cavi di carica e colpi con oggetti vari, avvenivano almeno tre volte a settimana da quando aveva 6 anni, riporta Attuale.

Una vita segnata dalla violenza

La sua unica colpa era quella di non soddisfare le aspettative scolastiche dei genitori, che desideravano vederlo diventare un medico affermato. Contrariamente, la sorella non subiva simili maltrattamenti, poiché le sue prestazioni scolastiche erano considerate meno importanti in quanto femmina.

La scoperta della normalità

Dopo anni di abusi, il giovane ha deciso di interrogare un’app di intelligenza artificiale per capire se le punizioni subite fossero normali. La risposta ricevuta – “nessuno deve essere menato” – lo ha indotto a confidarsi con un amico, portando entrambi a contattare il 112.

La richiesta di aiuto

Interrogato dagli agenti della polizia di Novara e supportato da uno psicologo, il ragazzo ha rivelato la frequenza delle violenze inflitte dai genitori, evocando un quadro familiare complesso, segnato sia da affetto che da abusi. Ha confessato di aver preso un brutto voto volontariamente, sperando che i genitori comprendessero l’inutilità delle punizioni, ma senza successo.

Reazioni e provvedimenti

La decisione di cercare aiuto è giunta solo dopo aver parlato con un coetaneo e i suoi genitori, dopo la consultazione dell’app AI. Il 24 gennaio, il ragazzino ha chiesto aiuto al 112, segnalando di essere scappato di casa per il trattamento subito. Gli agenti della polizia sono intervenuti, verificando le sue condizioni e portandolo in Questura per ulteriori chiarimenti. Gli amici e i genitori del suo coetaneo hanno confermato le sue testimonianze.

Attualmente, il ragazzo è stato affidato ai servizi sociali, mentre i genitori sono stati denunciati per maltrattamenti. Sono in corso verifiche mediche e di supporto educativo per valutare il contesto sociale e capire come meglio affrontare la situazione e sostenere il giovane in questo delicato momento.

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