Andrey Kurkov: «Putin cerca di piegarci con il freddo, come fece Stalin con la fame»

07.02.2026 07:45
Andrey Kurkov: «Putin cerca di piegarci con il freddo, come fece Stalin con la fame»

KIEV – La Resistenza Ucraina Continua di Fronte alle Minacce di Putin

«Se non mi ami ti uccido». Questo è un principio russo che Vladimir Putin adatta contro l’Ucraina: il suo intento era occupare il paese per sostenere la sua visione della storia, che nega l’identità ucraina indipendente. Tuttavia, la resistenza ucraina persiste, spingendo il presidente russo a infliggere punizioni attraverso attacchi violenti», afferma lo scrittore Andrey Kurkov. Con lui, esploriamo l’animo del Paese mentre si avvicina il quinto anno dall’invasione su larga scala lanciata da Putin il 24 febbraio 2022, riporta Attuale.

Secondo l’Istituto di Sociologia dell’Università di Kiev, il 52 per cento degli ucraini si oppone alla cessione del Donbass, così come a quella dei territori ancora controllati dalle proprie forze. Molti, sebbene stanchi della guerra, esitano a esprimere la loro posizione per timore di essere percepiti come traditori.

Curkov sottolinea che la reale opposizione a cedere il Donbass potrebbe essere maggiore, poiché il dato non tiene conto dei 7-8 milioni di profughi scappati in Europa. Aggiunge: “La risposta è in gran parte influenzata dai civili nei territori occupati”, evidenziando che la percezione generale è più complessa di quanto i numeri possano indicare.

Circa il 40 per cento degli intervistati sarebbe disposto a cedere il Donbass, ma solo con ferme garanzie di sicurezza occidentali, che Mosca ha già rifiutato. “Questa è una fase nuova nella nostra lotta per la sopravvivenza – dichiara Kurkov – e vedo molti che resistono, traggono insegnamenti dalle difficoltà e non mostrano segni di resa”.

Riflettendo su Putin e i suoi obiettivi, Kurkov osserva: «Il presidente russo mira a far rivivere la scena del Holodomor, il genocidio imposto da Stalin nel 1932-33. Oggi è il freddo a fare da strumento di oppressione, e questa stagione invernale segnerà la nostra storia come un apice della resistenza nazionale». La condizione nel suo appartamento, con temperature tra i 2 e i 10 gradi, riflette la dura realtà della vita in Ucraina, così come le difficoltà generate dai bombardamenti e dai blackout elettrici.

In merito alle trattative di Abu Dhabi, Kurkov commenta: “L’unico risultato concreto sono stati i trasferimenti dei prigionieri di guerra. Putin non è intenzionato a negoziare, crede di essere in vantaggio. Le discussioni continui, solo per non rompersi con Trump”. In questo contesto, il conflitto sembra essere bloccato, con l’autore che afferma: «Putin si fermerà solo quando non avrà più soldati da mandare all’assalto».

Guarda al futuro il 2026, e Kurkov sottolinea che le situazioni economiche di Russia, Ucraina ed Europa saranno diverse, e si aspetta che l’esaurimento delle risorse colpirà prima i russi. “Le proteste tra i soldati russi stanno crescendo e nel campo di battaglia molti feriti vengono curati male e rispediti subito in linea”, conclude.

Inoltre, fa notare che il 61 per cento degli ucraini continua a fidarsi di Zelensky, la cui popolarità è ancora alta nonostante le sfide poste dalla corruzione interna. “Il suo ruolo non è in discussione; le elezioni si terranno solo dopo la guerra, per capire l’impatto degli scandali sulla sua immagine”, afferma.

Ultimo ma non meno importante, Kurkov anticipa l’uscita del suo nuovo romanzo su Kiev, parte di una trilogia dedicata agli eventi successivi alla rivoluzione bolscevica del 1917 e all’occupazione di Kiev.

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