Il 66% dei giovani italiani considera il web un ambiente di violenza, allerta l’Osservatorio indifesa

07.02.2026 11:25
Il 66% dei giovani italiani considera il web un ambiente di violenza, allerta l'Osservatorio indifesa

Un nuovo studio rivela un dato allarmante: il 66% dei giovani italiani considera il web un luogo di violenza, percependolo come un ambiente rischioso e ostile. Questa informazione proviene dall’edizione 2026 dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes, realizzata in collaborazione con la community di Scomodo e basata su interviste a oltre 2.000 ragazzi e ragazze under 26, distribuiti su tutto il territorio nazionale, riporta Attuale.

Quasi la metà dei giovani vittima di violenza

Analizzando il quadro complessivo, emerge che un giovane su due ha subito almeno un atto di violenza nella propria vita. Le differenze di genere sono significative, con le ragazze che segnalano di aver subito violenza più frequentemente dei coetanei maschi, a livelli rispettivamente del 57% e del 42%. Tra le persone non binarie, la percentuale è addirittura del 67%.

In questo contesto, il web si pone come il “luogo” più pericoloso. Non l’unico spazio di violenza, ma quello più pervasivo. L’80% dei giovani ha affermato di essere stato contattato da sconosciuti online, una esperienza che genera emozioni prevalentemente negative. Le ragazze tendono a esprimere sentimenti di paura e incertezza, mentre tra i ragazzi prevale la curiosità, una differenza che riflette il diverso approccio al rischio e alla percezione della sicurezza personale.

Il fenomeno del revenge porn

Quando i giovani elencano i principali pericoli della rete, il revenge porn emerge come una delle minacce più gravi. Il 59% degli intervistati lo identifica come il rischio maggiore, mentre quasi l’80% considera rischiosa la condivisione di contenuti intimi. La maggior parte dei ragazzi è consapevole che la condivisione non consensuale di immagini intime è un reato, e sa di poter denunciare tali episodi. Tuttavia, la consapevolezza riguardo alla manipolazione delle immagini da parte di terzi risulta meno chiara, con risposte incerte che indicano difficoltà nel riconoscere queste pratiche subdole.

La questione del cyberbullismo

Il cyberbullismo rappresenta un ulteriore punto critico. Tra i giovani, circa il 45% dei maschi lo identifica come la principale minaccia, in contrasto con il 42% considerando l’intero campione. La reazione immediata di fronte a episodi di bullismo è frequentemente quella di parlarne con amici, mentre i più giovani tendono più comunemente a rivolgersi ai genitori.

Interazione con l’intelligenza artificiale

Un elemento nuovo e preoccupante emerso dall’Osservatorio 2026 è il rapporto dei giovani con l’intelligenza artificiale. La metà degli intervistati ammette di aver consultato un bot per ricevere supporto su questioni intime, rivelando una generazione che cerca risposte e consigli su argomenti delicati. Questa tendenza solleva interrogativi circa la solitudine e l’affidabilità di strumenti che non possono sostituire le relazioni umane.

Il dilemma della privacy

Il tema della privacy permea l’intero rapporto. Sebbene la maggioranza dei giovani consideri inaccettabile il controllo del telefono, quasi il 70% condivide le proprie password con amici e familiari per motivi di sicurezza. Ciò evidenzia una contraddizione apparente: la richiesta di protezione coesiste con l’incertezza su come stabilire confini chiari nelle relazioni interpersonali.

Iniziative di prevenzione

Terre des Hommes sta affrontando queste criticità con progetti di prevenzione legati allo sport, come “Coach contro il bullismo”, e un tour nelle scuole previsto nei prossimi mesi. L’organizzazione ha anche avviato un protocollo triennale con la Polizia di Stato per prevenire reati digitali che vedono i minori come vittime e, in alcuni casi, come autori inconsapevoli. Questa collaborazione culminerà in una campagna di sensibilizzazione mirata ai giovani.

“Dall’Osservatorio indifesa di quest’anno – afferma Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia – risulta chiaro che i giovani sono consapevoli dei pericoli che corrono sul web, ma è fondamentale fornire loro strumenti per proteggersi e affrontare questi rischi, che si evolvono con la continua rapidità delle tecnologie. È responsabilità delle istituzioni e della società dotarli delle informazioni necessarie per garantire la loro sicurezza online.”

La centralità della questione di genere

La questione di genere è messa in evidenza anche da Cecilia Pellizzari, direttrice editoriale di Scomodo, sottolineando che “quando si parla di esposizione alla violenza, la questione di genere emerge come centrale e urgente. La predominanza femminile tra i partecipanti al questionario segnala l’importanza di questo tema per chi si identifica come femmina. Il 45% di chi ha subito violenza riporta di aver vissuto molestie sessuali.”

Oltre il 78% del totale dei rispondenti percepisce come pericolosa la condivisione online di materiale intimo, confermando che le soggettività femminili in età adolescenziale e preadolescenziale continuano a essere le più colpite da queste forme di violenza.

1 Comment

  1. Ma che situazione allarmante! I ragazzi sembrano sentirsi sempre più vulnerabili online. Sarebbe ora che le istituzioni facessero qualcosa di concreto per proteggerli. Ma chissà… siamo troppo impegnati a preoccuparci di altre cose!

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