
Ieri, la premier Giorgia Meloni ha avuto un breve incontro con il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, in occasione della Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Durante il colloquio si è accennato alla possibilità che l’Italia possa entrare nel «Board of Peace» per Gaza, ma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiarito che tale opzione è irrealizzabile. «Noi non possiamo partecipare al Board of Peace perché c’è un limite costituzionale. Tuttavia, siamo sempre disponibili a discutere iniziative di pace, e siamo pronti a contribuire anche a Gaza con la formazione della polizia. Ma riguardo al Board of Peace, l’articolo 11 della nostra Costituzione è in contrasto con l’articolo 9 dello Statuto: per noi è insormontabile dal punto di vista giuridico», ha dichiarato il leader forzista. Tajani ha evidenziato che i rapporti con gli Stati Uniti sono molto positivi e che durante il colloquio con Vance e Marco Rubio, hanno ribadito la solidità delle relazioni bilaterali e la posizione dell’Italia, riporta Attuale.
Cosa potrebbe fare l’Italia: l’ipotesi dell’osservatore
Il governo italiano potrebbe anche prendere parte come «osservatore» nell’organismo dedicato alla rinascita della Striscia di Gaza. Questa possibilità, come anticipato dal Corriere, è sostenuta da Meloni, la quale mantiene una linea di continuità con la politica trumpiana per la regione, sebbene i dettagli restino da definire. Durante l’incontro di ieri, si è anche discusso riguardo a Venezuela e Iran, ma su questi fronti Vance non ha fornito aggiornamenti significativi, poiché la situazione rimane complessa.
Mah, che strana situazione… La politica estera dell’Italia sembra una giungla. Viviamo in un mondo complicato, eppure ho dei dubbi su che cosa possa realmente fare il nostro governo. È davvero così impossibile partecipare al «Board of Peace»? Se ci interessa la pace, dovremmo trovare il modo!!!