Black bloc attacca la polizia durante la manifestazione contro le Olimpiadi di Milano, scontri in via Corvetto

07.02.2026 22:25
Black bloc attacca la polizia durante la manifestazione contro le Olimpiadi di Milano, scontri in via Corvetto

Milano – Sono le 18.03 quando le casse del furgone di testa mandano a tutto volume “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri. Non si sa quanto sia studiato il timing della selezione musicale, ma col senno di poi quelle note diventano l’annuncio di quello che sta per succedere: alcune decine di manifestanti, coperti dai fumogeni, si cambiano d’abito per evitare di essere riconosciuti nei filmati della Scientifica e ricompaiono dalla nebbia con i volti coperti da passamontagna, occhiali da sole, caschi e maschere antigas. È il segnale che la manifestazione contro le Olimpiadi – fino a quel punto senza particolari scossoni e con una punta massima di 10mila presenze (anche in trasferta da Emilia-Romagna, Veneto, Liguria e Piemonte) – sta per imboccare una direzione ben precisa: quella dello scontro con le forze dell’ordine, riporta Attuale.

Lo sbarramento di blindati e agenti e carabinieri in assetto antisommossa

La vestizione avviene in via Mompiani, in pieno quartiere Corvetto, e dopo alcune centinaia di metri va in scena l’assalto alla polizia: l’obiettivo è quello di andare verso la tangenziale, ma lo sbarramento di blindati e agenti e carabinieri in assetto antisommossa si trova proprio in fondo a via Marochetti per impedire che la protesta tracimi come già accaduto lo scorso 3 ottobre a valle dello sciopero per la Global Sumud Flotilla.

Le prime file avanzano compatte dietro uno striscione nero “rinforzato”: ci sono antagonisti nostrani, anche dei centri sociali Zam e T28, sono un centinaio in tutto. Si fanno strada con batterie di fuochi d’artificio scaricate ad altezza uomo, poi lanciano bottiglie di vetro e pezzi di cemento recuperati in un cantiere all’angolo di via Avezzana. Il getto dell’idrante e l’effetto stordente dei lacrimogeni rintuzzano l’attacco nel giro di una manciata di minuti e consentono ai reparti inquadrati di avanzare con scudi e manganelli e di respingere definitivamente l’offensiva.

Cinque uomini e due donne bloccati dagli agenti, sei in questura: un torinese è della galassia Askatasuna

In sette, cinque uomini e due donne, vengono bloccati in due fasi e portati dietro il cordone di sicurezza: uno viene identificato sul posto e rilasciato; gli altri sei vengono portati in Questura per essere fotosegnalati e per accertare le singole responsabilità negli scontri, in vista di possibili provvedimenti da adottare con l’autorità giudiziaria. Sono tutti milanesi, eccezion fatta per un torinese legato alla galassia Askatasuna.

Il corteo riparte verso Brenta, ma all’arrivo il numero delle persone ancora in strada si è già abbassato a duemila: qualcuno vocifera di un presidio in via Fatebenefratelli per chiedere la liberazione dei fermati, altri chiedono di proseguire nel percorso improvvisato. Alla fine, però, i pochi rimasti preferiscono dirigersi all’ex Palasharp occupato per la serata delle “Utopiadi”.

Gli slogan contro l’agenzia americana Ice e gli striscioni Pro Pal

Si chiude così una giornata iniziata qualche minuto dopo le 15 in piazza Medaglie d’Oro, in zona Porta Romana, con gli slogan contro l’agenzia americana Ice, le rivendicazioni anti Giochi su speculazioni, sponsorizzazioni ed extra costi e i pro Pal a chiudere il serpentone con i sindacati di base; di anarchici non se ne vedono, come da previsioni della vigilia.

Nel bilancio finale nessun ferito né danni

Il dispositivo di ordine pubblico è imponente, anche perché può contare pure sui rinforzi arrivati per la kermesse a cinque cerchi. Il punto più critico è all’imbocco di via Brembo, che dista circa un chilometro dall’ingresso del Villaggio Olimpico: a proteggerlo ci sono blindati, alari e idrante, ma nessuno devia dal tragitto programmato. Tra murales e flash mob, si arriva al Corvetto. Ed è lì che va in scena il raid organizzato. Che per fortuna non si lascia dietro feriti né danni.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere